John Dewey: pensiero pedagogico

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Il pensiero del filosofo e pedagogista statunitense John Dewey (3 pagine formato doc)

JOHN DEWEY PEDAGOGIA

Dewey.

Tre aspetti fondamentali dell’opera di Dewey:
1.    Pragmatismo polemica contro l’idealismo e il mito di un intelletto puro. Affermazione del carattere strumentale della ragione.
2.   Illuminismo il compito, attribuito alla ragione stessa, di dare ordine e stabilità al mondo della natura e della società.
3.    Naturalismo convinzione che tra l’uomo e la natura c’è non opposizione, ma continuità.
Influssi:
1.    Peirce analisi del significato di un’idea in termini di conseguenze pratiche differenziali comportate dalla sua applicazione.
2.   Darwin introduzione di un modello biologico che gli permise di assimilare ogni reale problema al cattivo aggiustamento fra organismo ed ambiente.
3.   Hegel realtà vista come un tutto unitario. (Hegel: il tutto è razionalità assoluta Dewey: il tutto mostra caratteri di incertezza e di errore e la ragione è solo un mezzo per raggiungere una situazione di maggiore stabilità e sicurezza).

John Dewey: riassunto

DEWEY: ESPERIENZA ED EDUCAZIONE

Concetto di esperienza.

Empirismo mondo semplificato e depurato da tutti gli elementi di disordine.
Dewey include dentro di sé tutte le qualità o i fattori di turbamento, di rischio, di perversità e di errore che agiscono nella vita umana.
L’esperienza non si riduce come l’empirismo credeva a coscienza chiara e distinta e non si riduce a conoscenza, né l’esperienza coincide con la soggettività: essa non è soltanto un esperire, cioè una successione di sensazioni, immagini, impressioni personali.
L’esperienza comprende così l’intero mondo degli eventi e delle persone: essa è essenzialmente storia in quanto comprende insieme le condizioni oggettive – le forze e gli eventi – e la registrazione e la valutazione di questi eventi fatta dall’uomo.
Problematicità della vita e fallacia filosofica
Secondo Dewey l’instabilità, la precarietà, il rischio e l’incertezza sono i tratti caratteristici dell’esistenza in tutte le sue forme e in tutti i suoi gradi. Non è il timore che fa nascere gli dei, ma piuttosto la situazione precaria dalla quale nasce il timore. L’appello a forze magiche e soprannaturali è la prima garanzia cui l’uomo s’appiglia contro tale precarietà.

DEWEY PEDAGOGIA RIASSUNTO

La filosofia prende il posto della superstizione e della magia, ma ne prende anche l’ufficio: quello di cullare l’uomo nell’illusione che le cose che gli stanno a cuore, i valori da cui dipende la sua esistenza siano garantiti dalla realtà stessa.
Ogni filosofia di questo genere è frutto di una semplificazione e di una sofisticazione: semplificazione perché si considera solo uno dei suoi tratti, quello più favorevole, sofisticazione perché questo tratto viene esteso alla totalità dell’esperienza. I sistemi filosofici tradizionali non si sono sottratti a questa sofisticazione.
Questa secondo Dewey è la fallacia filosofica per eccellenza.
La filosofia tradizionale, infatti, confina nell’apparenza, nell’errore, nell’illusione, tutto ciò che le pare incompatibile con l’immutabilità, la necessità, la razionalità e la perfezione dell’essere.
Dewey rifiuta la scissione tra l’essere e l’apparenza: l’errore, il male, il disordine l’irrazionalità non sono apparenze, ma realtà allo stesso titolo e allo stesso diritto dei loro opposti.