I filosofi eleati: Senofane, Parmenide, Zenone e Melisso

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Appunti sui filosofi eleati: Senofane di Colofone, Parmenide, Zenone di Elea e Melisso di Samo (2 pagine formato doc)

FILOSOFI ELEATI: SENOFANE, PARMENIDE, ZENONE E MELISSO

Gli eleati.

Gli Eleati, vivendo in un contesto diverso dalle colonie Joniche, sviluppano una ricerca che li porti alla comprensione di un Essere unico, eterno e immutabile di fronte a cui tutto ciò che percepiamo coi nostri sensi è puramente apparenza.

SENOFANE

SENOFANE:(580-565). E’ per tradizione ritenuto l’iniziatore dell’Eleatismo, ma molti lo pongono tra i pensatori Jonici. La sua filosofia era indirizzata soprattutto contro i poeti quali Omero ed Esiodo che ritenevano le divinità antropomorfe, mentre egli sosteneva che esiste una sola divinità che non somiglia per niente agli uomini, ed è un Dio-tutto, non nasce ne muore.

Zenone di Elea: paradossi

PARMENIDE E LA SCUOLA ELEATICA

PARMENIDE:(550-450). Fu il fondatore della scuola eleatica di Elea.

Scrisse il suo pensiero in versi.
Secondo lui esistevano due vie davanti agli uomini; una basata sulla Ragione che porta alla conoscenza dell’Essere vero, ed una basata sui sensi che ci porta a conoscere l’Essere apparente. La sua tesi fondamentale era: “L’Essere è e non può non essere, mentre il non Essere non è e non può essere”.
Da questa affermazione tramite dei percorsi logici giunge a dargli degli attributi:
Ingenerato,imperituro:(se nascesse o morisse implicherebbe in qualche modo il non Essere)
Eterno:(se fosse nel tempo implicherebbe il non Essere del passato)
Immutabile,immobile:(se si muovesse implicherebbe il non Essere in quanto si troverebbe in situazioni in cui prima non era)
Unico,omogeneo:(se fosse molteplice implicherebbe intervalli di non Essere)
Finito:(secondo la mentalità greca una cosa finita è simbolo di perfezione...Sfera)
L’Essere secondo gli studiosi degli attributi dati da Parmenide sarebbe l’Assoluto; sia inteso come Dio trascendentale, che come la natura stessa.
Parmenide poi cerca di spiegare il nostro mondo, quello dei sensi che noi percepiamo.
Per fare ciò si allaccia alle teorie dualistiche dei pitagorici, contrapponendo la Luce alle Tenebre. Parmenide considera la realtà il frutto tra la mescolanza di queste due forze.

ELEATI: ZENONE DI ELEA

ZENONE (489-...): Anch’egli di Elea fu scolaro e amichetto di Parmenide, era più giovane di lui di 25 anni e morì sotto tortura per cospirazione contro un tiranno. Tutta la sua dottrina filosofica era indirizzata come rinforzo e a sostegno delle tesi di Parmenide.
Il metodo di cui si serve è quello della dialettica, che consiste nel prendere come buone le tesi contrarie e poi, tramite procedimente logici, confutarle.
Famosa è la risposta data a coloro che sostenendo l’unicità della realtà ci si ritrova imbrogliati in molte contraddizioni: “Se si ammette che la realtà è molteplice si incontrano contraddizioni anche peggiori”.
Gli avversari erano principalmente i Pitagorici, Anassagora e tutti coloro che ammettevano la molteplicità delle cose.
I suoi argomenti erano indirizzati principalmente contro due cose: la pluralità e il movimento.

ZENONE DI ELEA: PARADOSSI

ARGOMENTI CONTRO LA PLURALITA’ di Zenone: Contro questa tesi ammette l’ipotesi avversaria e poi la confuta:
se le cose sono molte il loro numero è ad un tempo finito ed infinito. Finito perchè non sono ne più ne meno di quante sono , infinito perchè tra 2 elementi ce nè sempre un terzo e così all’infinito.
Con questa affermazione si va quindi in una contraddizione, come nella seguente:
si ammetta che ogni cosa è costituita da unità; se le unità non hanno grandezza le cose da esse composte non avranno grandezza, se le unità hanno una grandezza finita le cose da esse composte avranno una grandezza infinita.