Empedocle, Anassagora e Democrito: i pluralisti

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La filosofia dei pluralisti: Empedocle, Anassagora, Democrito. (3 pagine formato doc)

I PLURALISTI I filosofi che la tradizione definisce pluralisti (Empedocle, Anassagora e Democrito), tentarono di conciliare le posizioni contrarie sostenute da Eraclito e da Parmenide, ossia l'assunto del divenire da una parte, e l'argomento delll'essere immutabile dall'altro.
I tre filosofi cercarono di spiegare come l'apparenza indiscutibile del mutamento delle cose sensibili (la verità del molteplice) può comunque coesistere con il concetto di una originaria unità del Tutto (l'unità imprescindibile dell'essere). I pluralisti, infatti, devono il loro nome all'uso di attribuire il motivo della molteplicità e della distinzione delle cose sensibili a una pluralità di elementi diversi, sempre però ricondotti all'unità di un principio originario. Il motto dei pluralisti era nulla si crea e tutto si trasforma: la materia che forma tutte le cose è da sempre presente nell'universo ed è indistruttibile, non può essere generata e nemmeno distrutta (il concetto rimanda alle qualità all'essere parmendieo), l'universo è un sistema chiuso, ovvero tutto ciò che l'universo contiene non cresce e non decresce in quantità. Tale quantità costante di materiale cosmico cambia però di aspetto, e quindi muta, perché i suoi elementi semplici e originari si disgregano e si riaggregano ogni volta in combinazioni sempre diverse (concetto che rimanda alle qualità del divenire eracliteo)..