Epicuro: riassunto

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Epicuro: riassunto della vita e analisi delle opere (Lettera a Meneceo; Lettera a Erodoto; Massime capitali e Sentenze Vaticane) (27 pagine formato docx)

EPICURO RIASSUNTO

Storia della filosofia antica: analisi delle opere di Epicuro.

Vita di Epicuro. Epicuro nasce a Samo nel 341 a.C., fu chiamato Epicuro in onore del dio della sapienza, Apollo, in quanto questo era uno dei suoi epiteti. Nonostante la nascita a Samo, le fonti lo considerano comunque ateniese (Samo era una cleruchia di Atene, ovvero una particolare colonia i cui membri dipendevano politicamente da Atene e conservavano la cittadinanza ateniese).
A Samo rimase fino all’età di 14 anni quando, secondo una testimonianza di Apollodoro, si avvicinò alla filosofia, in particolare al platonico Pamfilo. Si trasferisce quindi ad Atene dove, tra i 18 e i 20 anni, trascorre gli anni dell’efebia ed è allievo di Senocrate, che era alla guida dell’Accademia dopo Speusippo.
Intorno ai 30 anni, si sposta a Mitilene, dove fonda una scuola e fa conoscenza di Ermarco, che succederà a Epicuro alla guida del Giardino di Atene.
Da Mitilene proveniva il peripatetico Prassifane, allievo di Teofrasto, che, secondo Apollodoro, fu maestro di Epicuro. Lasciò Mitilene per Lampsaco a causa di violente sommosse popolari, forse dopo aver fatto naufragio, nel 309 a.C.

La filosofia di Epicuro: riassunto

EPICUREISMO FILOSOFIA

Probabilmente a Mitilene rimase Ermarco alla guida della scuola. A Lampsaco, Epicuro costituirà un secondo importante sodalizio, raccogliendo attorno a sé i discepoli più noti e fedeli. Secondo Apollodoro, Epicuro rimase qui 5 anni, per poi recarsi ad Atene, sotto l’arcontato di Anassicrate (307-306 a.C.).
Nonostante il trasferimento, continuò ad interessarsi alla scuola di Lampsaco, mantenendo corrispondenza e contatti epistolari. Secondo la testimonianza laerziana, ad Atene, Epicuro acquistò al prezzo di 80 mine, una cifra molto modesta, un giardino sulla strada che conduceva all’Accademia, che diverrà la sede della sua scuola filosofica, detta appunto il Giardino, aperta anche a donne e schiavi. Molto probabilmente la costituzione del Giardino non fu un’operazione semplice a causa di motivazioni politiche che impedivano, pena la morte, che un filosofo fosse a capo di una scuola senza l’approvazione del Consiglio e del popolo; solo un anno più tardi, la legge fu abrogata ed Epicuro fu libero di fondare la propria scuola.

Epicureismo in breve

EPICURO VITA

Morì tra 271-270 a.C., dopo un periodo di atroci sofferenze e di invalidità. Celebri sono epistole in cui descrive come il suo animo sia gioioso grazie ai ricordi dei tempi trascorsi, nonostante i dolori tremendi del corpo.
Morto Epicuro, la scuola passa a Ermarco. Epicuro invitò i suoi discepoli a celebrare ogni anno la memoria della sua data di nascita, per la tradizione di celebrazione delle ricorrenze a partire dalla quale si costituisce la vita comunitaria e l’amicizia, che è uno dei tratti caratteristici del Giardino e, probabilmente, la più grande ragione della lunga durata di questa scuola, da Epicuro a Patrone (I sec. a.C.), con una probabile ripresa in età imperiale.

Riassunto su Epicuro e la felicità

EPICURO RIASSUNTO: OPERE

Le opere. Dioegene Lerzio testimonia che Epicuro scrisse moltissimo e che il contenuto delle sue opere era interamente proprio dell’autore, nel senso che non contengono citazioni di altri; subito dopo riporta un elenco di circa 40 titoli delle opere di Epicuro che considera le migliori e di cui, nel X libro delle Vite dei filosofi, trasmette 5 opere di Epicuro, di cui tre epistole dottrinarie:
-    a Erodoto: si occupa della scienza della natura ma contiene anche sezioni relative alla dottrina della conoscenza; è lo scritto basilare per comprendere la fisica di Epicuro e le differenze con quella di Democrito;
-    a Pitocle: breve compendio sui fenomeni celesti e quelli atmosferici;
-    a Meneceo: tratta dell’intero sistema filosofico epicureo (etica fondata sul piacere, sulla corretta teologia, il sobrio calcolo dei piaceri e dei dolori da perseguire e da fuggire).