L'etica per gli Stoici

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Introduzione alla scuola filosofica nata ad Atene nel IV secolo a.c. (1 pagine formato doc)

Alla fine del IV secolo a.C.
nasceva ad Atene un'altra Scuola, quella della Stoà.

Anche per gli Stoici, così come per gli Epicurei, lo scopo del vivere è il raggiungimento della felicità e la felicità si persegue vivendo "secondo natura".

Tutti gli esseri viventi sono dotati di un principio di conservazione (detto oikéiosis), che istintivamente li porta ad evitare ciò che nuoce loro e a ricercare ciò che giova, che accresce il loro essere: in una parola il bene di un essere è ciò che gli è di giovamento, il male è il suo danno. Nelle piante e nei vegetali in genere questa tendenza è inconsapevole, negli ani ali essa è consegnata ad un preciso istinto, mentre nell'uomo questo impulso è sorretto dalla ragione.


Dunque, per l'uomo vivere "conformemente a natura" significa vivere realizzando pienamente questa appropriazione o conciliazione del proprio essere e di ciò che lo conserva ed attua e, poiché l'uomo non è semplicemente essere vivente , ma è essere razionale, il vivere secondo natura sarà un vivere "conciliandosi" col proprio essere razionale, conservandolo e attuandolo pienamente.

E, poiché primo e originario è l'istinto della conservazione e la tendenza all'incremento dell'essere, allora "bene" è ciò che conserva e incrementa il nostro essere, "male" è, invece, ciò che lo danneggia e lo diminuisce. Il primo perciò è il giovevole o l'utile; il male è il nocivo.