La filosofia di Shopenhauer

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La filosofia di Shopenhauer e la critica radicale all'idealismo. (file.doc, 9 pag) (0 pagine formato doc)

A SCHOPENHAUER (1778 - 1860) La filosofia di Schopenhauer rappresenta una CRITICA RADICALE dell'idealismo, considerato come una degenerazione del Kantismo e come un pensiero mistificatorio, cioè che dà un'immagine FALSATA della realtà.
Per certi aspetti la filosofia di Schopenhauer può essere interpretata come la sintesi di diversi MOTIVI: da un lato un RITORNO ad impostazioni Kantiane, alla teoria delle IDEE DI PLATONE, alla tradizione della MISTICA tedesca, dall'altro una CONTAMINAZIONE di alcuni TEMI delle grandi religioni filosofiche orientali, come l'INDUISMO ed il BUDDISMO. La filosofia di Schopenhauer inoltre si colloca nel quadro di una più generale REAZIONE all'idealismo filosofico di FICHTE, SCHELLING e soprattutto HEGEL: una reazione che si muove in diverse direzioni, come l'ESISTENZIALISMO di SOREN KIERKEGAARD, il naturalismo di L.
FEUERBACH, il materialismo storico di K. MARX, l'irrazionalismo di SCHOPENHAUER, il POSITIVISMO di A. COMTE. -IL MONDO COME RAPPRESENTAZIONE- Nel 1819 Schopenhauer pubblicò il suo capolavoro filosofico “IL MONDO COME VOLONTÀ E RAPPRESENTAZIONE”, composto da 4 libri, i primi 2 dedicati alla teoria gnoseologica del MONDO inteso come RAPPRESENTAZIONE; gli altri 2 dedicati alla teoria metafisica del MONDO come VOLONTÀ. Nella sua concezione gnoseologica Schopenhauer si ispira in parte alla dottrina Kantiana della NATURA FENOMENICA, del modo empirico. Kant aveva già separato una COSA IN SÈ inconoscibile da un'APPARENZA FENOMENICA conoscibile: Schopenhauer accetta questa impostazione portandola all'estremo. Per Kant il mondo dell'esperienza si presenta come FENOMENO, cioè come ciò che appare e si manifesta all'intuizione sensibile; il termine FENOMENO non assumeva ancora una connotazione NEGATIVA, quale invece assumerà in SCHOPENHAUER: infatti per quest'ultimo il fenomeno è inteso soprattutto come APPARENZA ILLUSORIA che nasconde, come un VELO, una REALTÀ PROFONDA, metafisica, che la conoscenza umana, intesa come RAPPRESENTAZIONE, non riesce a COGLIERE. Ma in cosa consiste il mondo come RAPPRESENTAZIONE? Schopenhauer ritiene che si possa parlare del mondo in primo luogo e soprattutto come RAPPRESENTAZIONE DEL SOGGETTO, come aveva già intuito tutta la filosofia moderna, da Cartesio a Kant: l'esistenza del mondo, inteso come OGGETTO di conoscenza, si risolve in nient'altro che in una “rappresentazione” che di ESSO si forma il SOGGETTO; per il soggetto conoscente il mondo oggettivo è soltanto una rappresentazione e nulla più. Così Schopenhauer esprime questo concetto:. La rappresentazione richiede necessariamente 2 TERMINI, , come le chiama Schopenhauer: da un lato il soggetto che conosce e che rappresenta, dall'altro l'oggetto conosciuto e rappresentato. Questi due termini si limitano reciprocamente, nel senso che e viceversa. Il soggetto conosce l'oggetto tramite le sue forme pure A PRIORI, come Kant ha insegnato, che sono 3: spazio, tempo, causalità. Schopenhauer riduce le 12 categorie int