Friedrich Schelling

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Introduzione e spiegazione del pensiero del filosofo Schelling (Idealismo), confronto tra la sua concezione di assoluto e quella di Fichte (2 pagine formato pdf)

Dopo la speculazione filosofica di Fichte, che ha aperto al mondo dell’uomo l’epoca del Romanticismo, Schelling fu un altro filosofo tedesco, che inizialmente seguì le orme di Fichte, per poi distaccarsi e dare una vera e propria definizione di Assoluto.
Per Schelling gli interessi più importanti furono quelli naturalistico-estetici.
Assoluto  non è più riducibile ad un soggetto e ad un oggetto, poiché deve essere il fondamento sia dell’uno che dell’altro. Dunque una pura attività soggettiva non può spiegare la nascita del mondo naturale e una pura attività oggettiva (sostanza di Spinoza) non può spiegare l’intelligenza e l’Io. Dunque l’Assoluto per Schelling deve essere insieme soggetto e oggetto, attività razionale e inconsapevole, idealità e realtà.
Dunque Schelling si differenzia da Fichte riguardo la tesi sull’Assoluto e anche riguardo la concezione di natura, alla quale egli attribuisce un valore autonomo.
Ammette dunque 2 possibili direzioni della ricerca filosofica:
1. Filosofia della natura  mostra come la natura sia spirito visibile (parte dall’oggettivo per derivarne il soggettivo, ovvero lo spirito – progressivo farsi intelligenza della natura)
2. Filosofia trascendentale  mostra come lo spirito sia natura invisibile (parte dal soggettivo per derivarne l’oggettivo – progressivo farsi natura dell’intelligenza)
La filosofia della natura
(Schelling definisce la sua filosofia della natura “fisica speculativa a priori”, ovvero intesa come un tentativo di organizzare in maniera sistematica il materiale offerto dall’esperienza e dalla scienza).