Galileo Galilei e il metodo scientifico

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La rivoluzione scientifica del pensiero moderno (2 pagine formato doc)

Lo scienziato non si limita ad osservare, ma per lui i fenomeni devono essere risolto negli elementi quantitativi e misurabili che li compongono.
Dopo questo tipo di raccolta dei dati, lo scienziato può elaborare un'ipotesi (la quale può essere anche pensata prima della raccolta dei dati). Questa ipotesi è valida se ci consente di riprodurre in un contesto del tutto artificiale il fenomeno osservato, dopodiché è possibile formulare la legge.
Dice Galileo Galilei: "la scienza è sempre costituita da sensate esperienze e necessarie dimostrazioni" cioè la scienza è tanto induttiva quanto deduttiva.
 
 
Alla luce di tutto, la scienza è sapere matematico, sapere sperimentale, sapere universale.
La natura, presentata dalla scienza, risulta un ordine oggettivo e causale, un sistema di relazioni regolato da precise leggi. La natura è dunque un insieme di fenomeni su cui non esprimiamo valutazioni soggettive.
Tra due o più fenomeni c'è sempre una relazione di tipo causale, che è univoca e costante: tra due o più fenomeni c'è sempre un rapporto di causa-effetto, univoca perchè non sono interscambiabili i ruoli, costante perchè dato quel fenomeno avrò sempre lo stesso risultato.
 
 
La natura è un insieme di relazioni, perchè i fenomeni sono sempre i relazione.
 Perchè la scienza nasce a partire dal XVIII secolo e non prima? Perchè risponde alle richieste e alle esigenze di una società che sta cambiando, poiché fino a quel momento la gente si accontentava delle ipotesi e non chiedeva innovazioni. La borghesia si trasforma ed è impegnata nei traffici commerciali (ha bisogno di mezzi di trasporto più veloci), nasce una borghesia capitalistica. Con la nascita dei grandi stati dell'età moderna, c'è il bisogno di eserciti con armi più potenti e dunque conoscenze tecnologiche, che seguono le leggi scientifiche.