Idealismo e realismo: significato

Appunto inviato da giulybolla94
/5

Il significato dell'idealismo e del realismo (8 pagine formato doc)

IDEALISMO E REALISMO: SIGNIFICATO

Idealismo e realismo.

Due i possibili punti di partenza:
•    il primo punta sul significato ordinario dei termini, quello del linguaggio quotidiano che ci porta a considerare il realismo come la posizione tipica di chi sa muoversi con concretezza ed efficacia, facendo i conti con la realtà e cercando di rendere la propria azione produttiva e vincente, e l’idealismo, al contrario, come l’atteggiamento di chi, proprio perché fortemente ancorato ai propri ideali, e magari particolarmente intransigente, non si compromette, non scende a patti con la realtà, ma così facendo finisce per fare scelte astratte ed utopistiche impossibilitate a produrre gli effetti reali auspicati. Benché l’avere ideali sia considerato un elemento virtuoso, il linguaggio ordinario sovrappone dunque ai due termini una componente valutativa per la quale il realismo è apprezzato, l’idealismo criticato.

Honorè de Balza: biografia, pensiero e opere

IDEALISMO FILOSOFIA

   Questi significati sono molto lontani da quelli utilizzati in filosofia, e in particolare     nel contesto gnoseologico, per cui il loro valore sarebbe praticamente nullo se non fosse che ci costringono a riflettere sulle radici dei termini: reale, nel caso del realismo, ideale per l’idealismo.

Bene, è chiaro che nel lavoro che ci accingiamo a svolgere la radice del termine idealismo non è tanto “ideale” quanto piuttosto “idea”. A ben vedere già lo sapevi, perché avevi incontrato l’idealismo platonico. Anche qui serve però molta attenzione, perché Idea era per Platone l’Essere (vero, di contro alle cose sensibili, e plurale, per non arenarsi nelle secche dell’ontologia parmenidea), mentre per noi – e per il mondo moderno dal quale deriviamo questo significato – l’idea è un pensiero, un pensato, un contenuto della mente: un elemento gnoseologico, appunto (in forza del quale incontriamo il mondo, lo conosciamo), non ontologico.
    Conoscevi probabilmente anche un significato “filosofico” di “realismo”, quello usato nell’ambito della questione degli universali per denominare la posizione di chi pensa che essi siano esclusivamente “nella realtà”, in re e non ante rem, ma in questa sede questo significato non porta nessun contributo spendibile.

REALISMO E IDEALISMO, FILOSOFIA

il secondo trae spunto dal percorso seguito in SOGGETTO E OGGETTO (al quale puoi andare o tornare se hai bisogno di recuperare quanto precisato nell’ultima parte, quella relativa al punto 2), dove si guadagnavano due riferimenti che vale la pena riprendere:  
-    col termine realismo (gnoseologico) si denomina una posizione condivisa a largo spettro dal senso comune, dalla filosofia pre-moderna, dalla scienza stessa, per i quali la realtà esiste, ed esiste indipendentemente da noi, fuori di noi, ma in certo qual modo in un “incontro” con noi: un incontro che per il senso comune si realizza nella sensazione (sento ciò che è), per la filosofia nel pensiero che coglie ciò che è realmente, al di là del divenire cangiante raccolto dalla sensibilità (quando penso veramente, epistemicamente, penso la realtà), per la scienza nell’individuazione delle strutture portanti (quantitative, e anche qui regolari, non cangianti) della realtà naturale; “non sono il creatore, ma posso conoscere il creato” è tutto sommato una formula in cui si potrebbe sintetizzare questo tipo di posizione.