Imperativo categorico di Kant e Jonas

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definizione e differenza tra l'imperativo categorico di Kant e di Jonas (1 pagine formato doc)

IMPERATIVO CATEGORICO DI KANT E JONAS

L’imperativo categorico.

Nella “Critica della Ragion praticaKant si interroga sul problema della morale e cerca di spiegare come sia possibile formulare dell leggi morali oggettive e universali.
Afferma che per formulare queste leggi non è necessario osservare il mondo circostante ma bisogna spostare l’attenzione alla nostra interiorità e prestare ascolto alla ragione più che ai nostri sentimenti: solo così saremo in grado di comprendere quale sia la morale che ci consentirà di poter aspirare al “sommo bene” (virtù e felicità). Per far questo l’uomo non dovrà elevarsi al di sopra dell’esperienza (anche perché la conoscenza che non ha alcun fondamento empirico non è considerata possibile) ma dovrà partire da questa per poi astrarre, grazie alla libertà del pensiero, ciò che sarà utile per la costituzione della propria morale.

Pensiero di Hans Jonas


IMPERATIVO CATEGORICO KANT DEFINIZIONE

Secondo Kant, l’uomo ha bisogno, per poter agire correttamente, di seguire una morale che può derivare da un processo razionala o che può essere influenzata dal sentimento: in ogni caso l’uomo, che non è né una mela (altrimenti seguirebbe le leggi del meccanicismo) né un santo (altrimenti la sua volontà originerebbe già di suo una morale corretta) deve essere in un certo senso “oggligato” a perseguire questa morale e ciò è possibile soltanto con la formulazione di un imperativo (aggiunge Kant) categorico: “tu devi”.

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IMPERATIVO CATEGORICO ESEMPIO: JONAS

La differenza tra l’imperativo categorico formulato da Kant e quello formulato da Jonas sta sul fatto che quello kantiano ha come fine il rendere possibile la vita presente, di consentire all’uomo di vivere in mezzo agli altri utilizzando leggi morali che possono essere considerate universali e di rispettare se stesso e gli altri come individui (“agisci in modo tale da considerare te stesso e gli altri come fine e non come mezzo delle tue azioni”).

L’imperativo categorico per Jonas invece ha come fine il consentire la possibilità di una vità futura sulla terra e di prendere in considerazione le necessità e i diritti di coloro che verranno.