Kant: concetto di persona

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Kant: concetto di persona e confronto con Locke (4 pagine formato docx)

KANT CONCETTO DI PERSONA

Concetto di persona in Kant. Se Locke - come osserva Abbagnano – è il fondatore di una filosofia critica, intesa cioè come giudizio sulla conoscenza e in generale sulle diverse attività dell’uomo, il suo ideale continuatore è Immanuel Kant (1724-1804), il filosofo del criticismo per eccellenza.


Senza dubbio nel pensiero di Kant e specificamente nella sua concezione dell’uomo confluiscono molti elementi, anteriori e successivi rispetto a Locke.
Kant definisce razionalismo la sua filosofia; in essa convergono diverse prospettive del pensiero del ‘700, nel quale talora si oppongono, talora s’intrecciano il culto della razionalità e l’attenzione spiccata al mondo dei sentimenti. Qui non posso che dare un colpo di sonda per saggiare i molti e cospicui filoni della sua antropologia.
Già si è detto, all’inizio di questo capitolo, che le tre domande basilari poste da Kant (“che cosa posso conoscere?” – “che cosa devo fare?” – “che cosa ho il diritto di sperare?”) si concentrano
in quella essenziale: “che cos’è l’uomo?”

Il pensiero di Kant: riassunto

IL CONCETTO DI PERSONA IN KANT

Il libro del 1798 “Antropologia dal punto di vista pragmatico” è l’approdo di una pluridecennale riflessione. Questo testo non si prefigge di porre i fondamenti di una dottrina dell’uomo, a differenza delle tre Critiche che avevano inteso giustificare i fondamenti dei rispettivi campi d’indagine. Si propone, più modestamente, di esplorare il ricco e complesso mondo umano e si fa apprezzare per le molte osservazioni morali, psicologiche, caratterologiche. Prendo spunto proprio da un passo dell’”Antropologia”. Si tratta di un passo per così dire programmatico: “Il fatto che l’uomo possa rappresentarsi il proprio io lo eleva infinitamente al di sopra di tutti gli esseri viventi sulla terra. Per questo egli è una persona e, in virtù dell’unità di coscienza, persistente attraverso tutte le alterazioni che possono toccarlo, è una sola e medesima persona”.

Kant: pensiero

KANT PENSIERO

Questo passo, che apre l’”Antropologia” richiama la dignità del pensiero, facoltà che qualifica l’essere umano. L’”unità di coscienza persistente” richiama l’”io penso”, esaminato nella Critica della ragion pura e presentato come funzione unificatrice suprema, benché non come l’anima sostanziale dei filosofi della Scolastica e di Cartesio.
Il primo connotato della persona è quindi la relazione con se stessa. Lo attesta, insieme con l’unità di coscienza e l’autocoscienza. La libertà. Non dimentichiamo che Kant ha affermato il “primato della ragion pratica”. Quel che la ragione teoretica non è in grado di dimostrare, la causalità libera, diviene un postulato, anzi in senso logico il primo postulato della moralità. Se il dovere, come adeguazione alla legge, è un “fatto” della vita morale e come fatto non è dedotto, ma semplicemente constatato, il dovere suscita immediatamente la nozione di libertà: “tu devi, dunque puoi”.
La moralità è inconcepibile se si prescinde dalla libertà “senza la libertà non è possibile né una legge morale né un’imputazione secondo questa legge” (“Critica della ragion pratica”).

Concetto di persona nella filosofia e nell'antropologia