Logica di Aristotele

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Logica, Fisica, Metafisica, Etica, Politica e Poetica di Aristotele (3 pagine formato doc)

LOGICA DI ARISTOTELE

Aristotele.

In un quadro di Raffaello:
•   Platone guarda verso l’alto    guarda alle Idee.
•   Aristotele guarda verso il basso    guarda la Terra.
Questa interpretazione non è del tutto esatta perché Platone guardava anche a una realtà da realizzare, perché vuole creare uno Stato ideale.
La differenza è che: Platone vuole cambiare la realtà perché non gli piace; Aristotele dice che il mondo così come è, è teleologicamente (finalisticamente) organizzato.
Le scienze sono suddivise da Aristotele in tre gruppi:
TEORETICHE (metafisica, fisica e matematica)    volte al sapere per il sapere, contemplare, hanno per oggetto il necessario e come obiettivo soltanto l’osservazione (theorìa).
PRATICHE (etica e politica)     volte all’agire: l’etica, l’ambito dei comportamenti umani per il singolo, e la politica, per la collettività. Hanno per oggetto il possibile, come anche le poietiche
POIETICHE (le arti e le tecniche)    volte al fare: l’arte.
Sono collegate agli oggetti materiali e alle tecniche.

Fisica per Aristotele

ARISTOTELE E LA LOGICA ARISTOTELICA

LA LOGICA. Per Aristotele la logica, la scienza del discorso, è la disciplina che accomuna ed è strumento indispensabile per tutte le scienze, per questo non fa parte di esse. Scopre una nuova facoltà della ragione umana: la capacità di analisi: il ragionamento viene scomposto nei suoi elementi, le proposizioni, che a loro volta sono scomposti in elementi ancora più semplici, i nomi. È un procedimento di tipo deduttivo, parte quindi dall’universale, che però si ottiene grazie al processo induttivo. Individua inoltre un principio di cui è impossibile dubitare e che sta a fondamento nel modo di procedere della ragione umana: il PRINCIPIO DI NON CONTRADDIZIONE: È impossibile che una cosa a un tempo appartenga e non appartenga alla medesima cosa, secondo lo stesso rispetto. (B o è a o è non A, non può essere A e non A allo stesso tempo). I logici medioevali lo hanno chiamato Tertium non datum, non viene data una terza possibilità. Questo principio non può essere dimostrato partendo da principi più certi, però a confermarne la propria Verità è il fatto che se si volesse dimostrarne che il principio non è vero, si dovrebbe utilizzare il principio di non contraddizione stesso. Il principio di non contraddizione sembra che sia stato accettato, anche se ancora non formulato, da tutti i pensatori precedenti ad Aristotele, tranne Eraclito che sosteneva che Bene e Male sono la stessa cosa, negando questo principio.

LOGICA ARISTOTELICA, SILLOGISMO

La logica aristotelica è costituita dalle proposizioni nominali, non verbali, e quindi dai predicati nominali, che lui chiama categorie e sono: sostanza, quantità, qualità, relazione, luogo, tempo, l’essere di una situazione, avere, agire, patire. Esse al di fuori di una proposizione non hanno un significato, e perciò non possono affermare il vero o il falso. La più importante è la sostanza, perché è il centro di riferimento di tutte le altre.
Aristotele ricerca un metodo sicuro di argomentare partendo da asserzioni vere o da opinioni espresse in proposizioni generalmente accettate (sillogismi). Ci sono 4 tipi di sillogismi: apodittico, che parte da elementi veri e primi; dialettico, dimostrativo, che si fonda sull’opinione, un principio che appare credibile a tutti, o alla maggioranza, o ai sapienti; eristico, che può essere quello che parte da elementi che sembrano fondati sull’opinione ma non lo sono (che può dirsi sillogismo) o quello che si presenta come originato da elementi fondati sull’opinione (che non può dirsi sillogismo, ma sillogismo eristico, perché si presenta come fondato sull’opinione, mentre non lo è); e il paralogismo, che sorge da argomenti propri di una scienza, come la geometria, ma ha un ragionamento errato perché parte da elementi ritenuti veri, ma che in realtà non lo sono.