Logica di Aristotele

Appunto inviato da Jacov2111
/5

Logica, Fisica, Metafisica, Etica, Politica e Poetica di Aristotele. Breve ma concisa sintesi (3 pagine formato doc)

In un quadro di Raffaello: Aristotele In un quadro di Raffaello: Platone guarda verso l'alto guarda alle Idee.
Aristotele guarda verso il basso guarda la Terra. Questa interpretazione non è del tutto esatta perché Platone guardava anche a una realtà da realizzare, perché vuole creare uno Stato ideale. La differenza è che: Platone vuole cambiare la realtà perché non gli piace; Aristotele dice che il mondo così come è, è teleologicamente (finalisticamente) organizzato. Le scienze sono suddivise da Aristotele in tre gruppi: TEORETICHE (metafisica, fisica e matematica) volte al sapere per il sapere, contemplare, hanno per oggetto il necessario e come obiettivo soltanto l'osservazione (theorìa). PRATICHE (etica e politica) volte all'agire: l'etica, l'ambito dei comportamenti umani per il singolo, e la politica, per la collettività.
Hanno per oggetto il possibile, come anche le poietiche POIETICHE (le arti e le tecniche) volte al fare: l'arte. Sono collegate agli oggetti materiali e alle tecniche. LA LOGICA Per Aristotele la logica, la scienza del discorso, è la disciplina che accomuna ed è strumento indispensabile per tutte le scienze, per questo non fa parte di esse. Scopre una nuova facoltà della ragione umana: la capacità di analisi: il ragionamento viene scomposto nei suoi elementi, le proposizioni, che a loro volta sono scomposti in elementi ancora più semplici, i nomi. È un procedimento di tipo deduttivo, parte quindi dall'universale, che però si ottiene grazie al processo induttivo. Individua inoltre un principio di cui è impossibile dubitare e che sta a fondamento nel modo di procedere della ragione umana: il PRINCIPIO DI NON CONTRADDIZIONE: È impossibile che una cosa a un tempo appartenga e non appartenga alla medesima cosa, secondo lo stesso rispetto. (B o è a o è non A, non può essere A e non A allo stesso tempo). I logici medioevali lo hanno chiamato Tertium non datum, non viene data una terza possibilità. Questo principio non può essere dimostrato partendo da principi più certi, però a confermarne la propria Verità è il fatto che se si volesse dimostrarne che il principio non è vero, si dovrebbe utilizzare il principio di non contraddizione stesso. Il principio di non contraddizione sembra che sia stato accettato, anche se ancora non formulato, da tutti i pensatori precedenti ad Aristotele, tranne Eraclito che sosteneva che Bene e Male sono la stessa cosa, negando questo principio. La logica aristotelica è costituita dalle proposizioni nominali, non verbali, e quindi dai predicati nominali, che lui chiama categorie e sono: sostanza, quantità, qualità, relazione, luogo, tempo, l'essere di una situazione, avere, agire, patire. Esse al di fuori di una proposizione non hanno un significato, e perciò non possono affermare il vero o il falso. La più importante è la sostanza, perché è il centro di riferimento di tutte le altre. Aristotele ricerca un metodo sicuro di argomentare partendo da asserzioni vere o da opinioni espresse in proposizioni