Marx - analisi della società capitalistica

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L'analisi capitalistica secondo marx: dalla produzione al plusvalore. (file .doc, 1 pag) (0 pagine formato doc)

Untitled L'analisi della società capitalistica Attraverso l'analisi del Capitale viene mostrato il carattere di duplicità della merce: questa è sia mezzo per la soddisfazione di un bisogno sia oggetto che viene scambiato sul mercato, ed ha un valore d'uso e un valore di scambio.
VALORE D'USO di una merce: fattore che ha a che fare con le caratteristiche qualitative della merce che possono soddisfare bisogni differenti; il valore d'uso si realizza nel consumo. VALORE DI SCAMBIO di una merce: questo fattore prescinde dalle differenze qualitative, nello scambio una merce si rapporta ad un'altra in relazione alla quantità, che si esprime in denaro. Il valore di scambio si determina attraverso il lavoro umano che è necessario per produrla, e anche nel lavoro troviamo un carattere di duplicità com'era avvenuto per la merce: dal punto di vista del valore d'uso abbiamo il lavoro concreto, mentre dal valore di scambio avremo il lavoro astrattosi esprime quantitativamente come tempo di lavoro socialmente necessario per produrre una determinata merce, quindi il suo valore si misura col tempo di produzione.
Dunque si arriva a determinare il valore delle merci attraverso il tempo impiegato per produrla: ogni merce che viene scambiata deve necessariamente produrre un guadagno per chi la vende, e quindi il denaro che il capitalista ricava dalla vendita della merce deve essere maggiore di quello speso per produrla. Ora il passo decisivo sta nello spiegare da che cosa si genera questa differenza tra capitale iniziale e capitale finale, definito come plusvalore della merce. La soluzione più immediata sta nel pensare che questo plusvalore venga realizzato attraverso la vendita della merce a un prezzo superiore al suo valore, processo pensabile se valesse per un singolo capitalista, ma impossibile se esteso alla totalità, in quanto il guadagno di uno equivarrebbe alla perdita dell'altro, e quindi il guadagno si annullerebbe. Quindi se il guadagno non deriva dalla circolazione delle merci, si deve risalire al processo produttivo. Infatti con il capitale iniziale il capitalista non compra solamente la merce, ma anche i mezzi di produzione e la forza-lavoro sotto forma di pagamento anticipato dei salari. Così Marx conclude che il plusvalore derivi dal lavoro dell'operaio. Infatti la forza lavoro dell'operaio è una “merce” che il capitalista acquista con il pagamento del salario, e quindi in quanto tale ha un valore d'uso e un valore di scambio: dal punto di vista dello scambio essa viene pagata esattamente al suo valore. Ma la forza-lavoro ha un valore d'uso differente da quello delle altre merci: essa una volta applicata al processo produttivo, produce una quantità di lavoro, e quindi valore, superiore a quello in essa oggettivato e necessario per riprodurla. Tutto questo si può capire facendo un esempio: il lavoratore lavora dieci ore, ma il suo salario equivale a sei ore di lavoro. Quindi dal suo lavoro il capitalista estrae quattro ore di plus-lavoro,