Karl Marx: materialismo storico e filosofia della prassi

Appunto inviato da stonedirenuccia
/5

La filosofia classica tedesca da Hegel a Feuerbach; l’economia politica borghese, da Smith a Ricardo; il pensiero socialista, da Saint-Simon a Owen. (6 pagine formato doc)

KARL MARX: MATERIALISMO STORICO

Karl Marx.

Materialismo storico e Filosofia della Prassi. Come afferma Engels, le influenze culturali che stanno alla base del marxismo sono essenzialmente tre: la filosofia classica tedesca da Hegel a Feuerbach;
l’economia politica borghese, da Smith a Ricardo;
il pensiero socialista, da Saint-Simon a Owen.
Queste influenze culturali costituiscono come le tre coordinate cartesiane entro cui si determina la genesi del marxismo:
La filosofia di Marx, infatti, trae origine proprio dall’analisi critica delle succitate correnti di pensiero, delle quali decreta, però, il definitivo superamento.
I. CRITICA DELLA FILOSOFIA TEDESCA
A.  Critica al «misticismo logico» di Hegel.
Nell’opera Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico Marx muove ad Hegel alcune obiezioni riguardanti il metodo e il pensiero politico.

Karl Marx e il socialismo

MATERIALISMO MARX

1. Critica filosofico-metodologica:
Secondo Marx, il metodo di Hegel è «mistico» (=«ideologico»), in quanto nel suo sistema le realtà empiriche vengono ipostatizzate come manifestazioni necessarie dello Spirito e si pongono, quindi, come razionali e logiche.
Così le istituzioni, che sono realtà di fatto, vengono considerate verità di ragione, quasi personificazioni della realtà spirituale.
Questo perché Hegel ha capovolto il rapporto soggetto-predicato, ossia il rapporto tra realtà concrete e concetti astratti, facendo delle realtà concrete nulla più che le manifestazioni dei concetti astratti.
Marx rileva dunque la necessità di opporre, al metodo «mistico» di Hegel, un metodo«trasformativo», atto cioè a «ri-capovolgere» ciò che l’idealismo ha capovolto.

LA CONCEZIONE MATERIALISTICA DELLA STORIA MARX

2. Critica filosofico-politica: Considerando «razionali» le istituzioni del suo tempo, Hegel aveva finito con il giustificarle, cosicché il suo idealismo si configurava come “conservatore” e “reazionario”.
Marx afferma che, tuttavia, il suindicato metodo «trasformativo» può valere a «demistificare» l’hegelismo anche sul piano politico. Esso, infatti, «ri-capovolgendo» i «capovolgimenti» dell’Idealismo, ricondurrebbe le istituzioni a semplici realtà di fatto (= né necessarie, né razionali), il che consentirebbe di puntare al progresso, attraverso l’abbattimento delle stesse istituzioni e, con esse, dello Stato  (progressismo rivoluzionario).
In verità nella concezione hegeliana lo Stato era stato elevato ad organismo universale, mediatore di interessi particolari della società per il perseguimento del bene e dell’interesse comune. Per Hegel, infatti, lo Stato era la sintesi della famiglia e della società civile; la «realizzazione della libertà concreta»; la più alta espressione dell’Eticità razionale, il fine supremo della Storia universale.
Per Marx, invece, lo Stato è semplicemente lo strumento degli interessi particolari delle classi più forti. In particolare, lo Stato borghese è la diretta espressione della società borghese, in cui vige la logica del «bellum omnium contra omnes» di hobbesiana memoria.

MATERIALISMO STORICO: DEFINIZIONE SEMPLICE

III. CRITICA AL SOCIALISMO DA SAINT-SIMON A OWEN - Nel Manifesto del partito comunista, redatto da Marx in collaborazione con Engels e pubblicato a Londra nel 1848, si esaminano le dottrine dei teorici del socialismo della prima metà dell’Ottocento, raggruppate in tre correnti fondamentali  che sono efficacemente stigmatizzate come:
1.    «Socialismo reazionario»: a tale corrente apparterrebbero quelle teorie che auspicano l’abolizione del sistema capitalistico attraverso un antistorico ritorno al passato pre-rivoluzionario, pre-borghese e pre-industriale.