Il materialismo storico

Appunto inviato da tasly
/5

Note sintetiche e riassuntive riguardanti il materialismo storico di Marx (2 pagine formato doc)

1) Il nucleo della concezione materialista della storia è che la base economica di una società ("struttura" ), data dal connubio tra i rapporti di produzione( ovvero l'insieme dei rapporti che gli uomini stabiliscono per produrre) e le forze produttive (ossia le forze che gli uomini hanno a disposizione per produrre), condizioni e determini tutti gli altri aspetti della società: il sistema politico, giuridico e filosofico, la singola coscienza e i valori degli individui.
Questa concezione è stata molto criticata in quanto considerata fortemente determinista.

Seppur Hegel rappresenti un importante punto di riferimento per Marx, i loro due sistemi differiscono in vari punti: parlando più generalmente della loro concezione filosofica si può notare come, mentre Hegel sia spesso accusato di giustificazionismo in quanto si limita a descrivere la realtà senza mai cercare di trasformarla, la concezione marxiana è basata su un nesso inscindibile tra teoria e "praxis": Tutte le teorie di Marx sono strumenti di lotta rivoluzionaria, devono portare all'azione. Delle differenze ci sono anche per quanto riguarda più specificatamente la concezione della storia che, mentre in Hegel è fortemente spiritualistica, ovvero la storia ha come motore lo spirito, in Marx il motore dello sviluppo storico è la struttura economica ,la materia.

Si possono, però, riscontrare tra i due sistemi, anche delle affinità; infatti, in entrambi c'è uno sviluppo storico mosso da contraddizioni (con la differenza che, in Hegel, sono contraddizioni di tipo logico, interne alla natura delle cose mentre, in Marx, sono materiali, sociali)

Un'altra affinità può esser individuata nello scopo ultimo del progresso storico, che in un certo senso, è per entrambi la realizzazione della libertà a tutti i livelli (in Hegel si realizza all'interno dello stato prussiano, in Marx con il comunismo)

Per concludere in entrambi c'è la convinzione che non esista un pensiero filosofico puro, astratto, svincolato dalla società in cui si vive.
("Ogni filosofo è figlio del suo tempo")