Max Weber - L'etica protestante e lo spirito del capitalismo: analisi e significato

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L'etica protestante e lo spirito del capitalismo: analisi del saggio di Max Weber (3 pagine formato doc)

MAX WEBER: L'ETICA PROTESTANTE E LO SPIRITO DEL CAPITALISMO

L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” di Max Weber.

Nel saggio “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo”, Weber ricerca le cause dello sviluppo del capitalismo in Occidente e, in particolare, in Germania. Attribuisce questo sviluppo allo spirito del capitalismo, cioè  all’esistenza d’imprese che hanno come scopo il massimo profitto da raggiungere attraverso l’organizzazione razionale del lavoro, il quale, a differenza delle epoche precedenti, non é semplicemente goduto ma reinvestito.
Questo comportamento secondo Weber aveva basi religiose, infatti, i puritani (cristiani-protestanti) seguaci di Calvino credevano nella dottrina della predestinazione secondo la quale solo alcuni predestinati potevano andare in paradiso e il successo negli affari era, per alcuni, il segno dell’appartenenza al gruppo degli eletti.
Questo fattore sommato all’idea che gli esseri umani sono per vocazione destinati da Dio a lavorare e sommato ad un loro stile di vita umile, svilupparono il capitalismo.  L’autore, quindi, dimostra l’esistenza di un legame tra capitalismo e calvinismo.    

Max Weber, L'etica protestante e lo spirito del capitalismo: riassunto breve


L'ETICA PROTESTANTE E LO SPIRITO DEL CAPITALISMO: ANALISI

Il filosofo tedesco si pone innanzi tutto due domande: 1. Come mai il profitto da semplice mezzo di sussistenza diventa “valore”, addirittura “lo” scopo stesso della vita umana?  2. Come mai la professione diventa un’evidenza etica tale da legittimare la corsa al profitto?
1.  La legittimazione è data in termini economici: il guadagno è il risultato e l’espressione dell’abilità nella professione.           .
2.    Weber sostiene che la nuova forma di capitalismo derivi dall’etica calvinista.

Pensiero di Max Weber: riassunto


ETICA PROTESTANTE: SIGNIFICATO

Da questi presupposti, Weber inizia la sua analisi riportando un fatto molto rilevante. Nelle regioni della Germania, ove coesistono gruppi religiosi diversi, i protestanti che costituiscono la maggioranza detengono, rispetto ai cattolici che costituiscono la minoranza, una sproporzionata percentuale della fortuna e delle posizioni economicamente più importanti. È questa una contraddizione poiché, generalmente,  le minoranze etniche, non avendo una rilevanza a livello politico e intellettuale, danno libera manifestazione delle proprie capacità e del desiderio di emergere proprio nel settore economico.

Max Weber: riassunto di Economia e società


MAX WEBER: CAPITALISMO

Continua esponendo le teorie di Franklin circa il tipo ideale di capitalista. .Si evidenzia il concetto d’utilitarismo: ma il profitto, anziché essere un semplice mezzo di sussistenza, diventa “lo” scopo della vita poiché il guadagno è il risultato dell’abilità nella professione. In questo senso l’etica proposta da Franklin è innovativa e modernizzante siccome il lavoro è diventato un’evidenza etica, uno scopo a se stesso che legittima la corsa al profitto: è diventato “professione”.
Si passa poi al punto centrale dell’opera: la dimostrazione dell’esistenza di una relazione tra capitalismo e calvinismo. Weber afferma che l’attività economica è anche un fatto spirituale che trova la sua origine nella religione calvinista. L’autore si concentra su due fondamentali caratteristiche del calvinismo: la concezione della divinità come un Dio trascendente, remoto e nascosto e la dottrina della predestinazione che vede, fin dall’eternità’, il destino dell’uomo decretato da Dio, in maniera arbitraria ed irrevocabile.