Il metodo di Galileo, di Bacone e di Cartesio

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Il metodo di Galileo, di Bacone e di Cartesio a confronto (2 pagine formato doc)

METODO DI GALILEO, BACONE E CARTESIO

Metodo di Galileo Galilei, di Francesco Bacone e di Rene DescartesMetodo di Galileo Galilei: POTETICO-DEDUTTIVO, SPERIMENTALE - Galilei intende sgombrare la via della ricerca scientifica dagli ostacoli della tradizione culturale e teologica.

La Bibbia impartisce agli uomini il comportamento per raggiungere la salvezza eterna; i suoi insegnamenti sono di carattere etico- pratico e non teoretico- scientifico.
Soltanto il libro della natura è l'oggetto proprio della scienza; e questo libro è interpretato e letto soltanto dall'esperienza. L'esperienza è la rivelazione diretta della natura nella sua verità. Il compito del ragionamento tuttavia, e specialmente di quello matematico, è ugualmente importante perché è quello dell'interpretazione e trascrizione concettuale del fenomeno.
Per Galilei solo il ragionamento può stabilire le relazioni matematiche tra i fatti dell'esperienza e costruire una teoria scientifica dei fatti stessi. Egli distingue le qualità oggettive da quelle soggettive( primarie e secondarie).
Le qualità oggettive sono riducibili a rapporti matematici e perciò oggettivamente misurabili.
Invece, le qualità soggettive, dipendono dalla percezione soggettiva dell'uomo e non dalla natura reale dell'oggetto (il calore, l'odore,……). Per Galilei l'esperienza deve essere guidata da un Metodo Sperimentale.

Confronto tra il metodo di Galileo, Bacone e Cartesio

CONFRONTO TRA IL METODO DI GALILEO, BACONE E CARTESIO

Il metodo è composto da quattro fasi:
I. OSSERVAZIONE
II. in un primo momento formula un'IPOTESI, ipotesi relativa a una connessione causa effetto;
III. ESPERIMENTO, che consiste nel provocare artificialmente la causa;
IV. VERIFICA DELL'IPOTESI, la verifica si ha quando dalla causa scaturisce l'effetto, in caso contrario si riparte da zero.

Metodo di Cartesio: riassunto

METODO DI CARTESIO

Metodo di René Descartes: DEDUTTIVO - La filosofia era paragonata da Descartes a un albero, di cui le radici sono la metafisica, il tronco è la fisica, e i rami sono tutte le altre scienze, che si riducono a tre discipline principali, cioè la medicina, la meccanica e l'etica. Egli decise di elaborare un nuovo metodo d'indagine, che consentisse di distinguere il vero dal falso in ogni campo della nostra conoscenza, non meno che nella vita pratica. Tale metodo venne ricercato nella matematica, la quale unisce il criterio dell'evidenza intuitiva con il rigore della deduzione.
Su tali basi, Descartes enunciò quattro fondamentali regole euristiche: l'evidenza (cioè la chiarezza e la distinzione di ogni contenuto del pensiero), l'analisi (per la quale ogni problema va risolto nelle parti più semplici), la sintesi (per la quale si passa dalle conoscenze più semplici a quelle più complesse), l'enumerazione (cioè la revisione del processo compiuto con l'analisi e la sintesi).
Descartes avanzò anche l'esigenza di dare una giustificazione del suo metodo. A questo fine egli ritenne indispensabile dubitare di ogni conoscenza comunemente accettata, fino a giungere a un principio sul quale il dubbio non fosse possibile. In quanto si avvale del dubbio in modo sistematico, questa posizione può apparire vicina al pensiero degli scettici, ma in realtà da esso si distacca perché il dubbio mantiene, nella filosofia cartesiana, un carattere "metodico", vale a dire non è fine a se stesso, ma è un procedimento finalizzato alla ricerca di un fondamento incontrovertibile di tutto il sapere.
Il fondamento veniva identificato nella certezza che l'io ha di sé e della sua esistenza in quanto pensante. Descartes constatò infatti di poter dubitare di tutto, tranne che della propria esistenza: poiché all'atto stesso del pensare occorreva un soggetto pensante, egli stesso doveva esistere per poter pensare. Questa certezza fondamentale è fissata nella celebre formulazione: "Cogito, ergo sum" ("Se penso, allora esisto").
Descartes distinse poi tutte le idee che contraddistinguono l'attività pensante in tre gruppi: le "idee innate" (quelle che sembrano connaturate alla mente: ad esempio le evidenze a priori della matematica), le "idee avventizie" (quelle che sembrano venute dal di fuori, vale a dire le idee delle cose sensibili), le "idee fattizie" (quelle formate dal soggetto pensante, come le idee di esseri immaginari).

Bacone: Saggi

METODO DI GALILEO E BACONE A CONFRONTO

Metodo di Francesco Bacone: INDUTTIVO - Bacone è considerato il fondatore di una nuova logica di tipo sperimentale e induttivo, che intendeva sostituirsi a quella aristotelica. Bacone opponeva la sua nuova concezione all'aristotelismo ancora imperante al suo tempo, respingendo così l'idea che l'autorità dei filosofi antichi fosse l'unica garanzia della verità; dall'altro egli respingeva la filosofia degli alchimisti rinascimentali, perché fondata su "ciechi esperimenti" e su presupposti vaghi e ambigui.