Il Naturalismo Rinascimentale

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Appunti di filosofia sul Naturalismo Rinascimentale, il presupposto teorico della scienza moderna. (file. doc, 1 pag) (0 pagine formato doc)

Untitled HOMO FABER IPSIUS FORTUNAE UOMO ARTEFICE DEL PROPRIO DESTINO NATURALISMO RINASCIMENTALE La natura è la patria dell'uomo.
La natura non è ombra di un mondo ideale. La natura è ricca di forze vitali che incarnano la potenza di Dio. L'uomo (come essere naturale) ha interesse per la natura e ha le capacità di studiarla. Il naturalismo rinascimentale si rende concreto in Telesio, Bruno e Campanella. Il naturalismo rinascimentale è presupposto teorico della scienza moderna. La rinascita dell'uomo che è l'annunzio e la speranza del rinascimento, è la rinascita dell' uomo nel mondo. L'uomo si comprende come parte del mondo, si distingue da esso per rivendicare la propria originalità ma nello stesso tempo si radica in esso e lo riconosce come il proprio dominio.
Lo studio del mondo naturale non appare più nel rinascimento, come la fuga dell'uomo di fronte alla propria interiorità e l'inutile distrazione dalla meditazione sul proprio destino. L'indagine naturale è infatti la porta prima e fondamentale della filosofia del rinascimento cinquecentesco. Si possono distinguere due aspetti o fasi che sono la magia e la filosofia della natura. La magia rinascimentale è caratterizzata da due presupposti: L'universale animazione della natura la quale si ritiene mossa da forze intrinsecamente simili, a quelle che agiscono nell' uomo secondo presupposti. La possibilità che questo fatto offra all'uomo di penetrare di colpo con mezzi ambigui nei più riposti recessi della natura è di riuscire a dominare le forze con lusinghe ed incantesimi. Per questi due presupposti la magia va in cerca di formule che servono a capire i misteri naturali e pongono l'uomo di colpo in possesso di un potere illimitato sulla natura. La filosofia naturale, che si afferma per la prima volta in Telesio, abbandona quest'ultimo presupposto. La natura è pur sempre considerata come una totalità vivente, ma si considera retta dai propri principi o leggi; la scoperta di questi principi diventa il compito della filosofia. Si rinuncia alla chimerica pretesa di penetrare d'assalto nei misteri naturali, anzi si negano tali misteri: le forze naturali si rivelano all'esperienza, occorre solo riconoscerle e assecondarle. La filosofia della natura rompe i ponti sia con la magia, sia con l'aristotelismo, intende interpetrare la natura con la natura, prescindendo da ipotesi e dottrine fittizie e così si apre la via alla vera e propria indagine scientifica. 1