Neopositivismo in filosofia: riassunto

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Neopositivismo: riassunto sul metodo fondato sulle scienze fisiche, Karl Popper, il silenzio di fronte alla Shoah, l'antropologia trascendentale di Rahner e le teologie della secolarizzazione (1 pagine formato txt)

NEOPOSITIVISMO FILOSOFIA

Neopositivismo.

Il neopositivismo, una delle correnti più significative del pensiero del Novecento, si proponeva di costruire un nuovo metodo filosofico fondato sulle scienze fisiche, respingendo, come metafisica non verificabile, l'idealismo dialettico nelle sue varie manifestazioni. Da tali assunti, discendevano un'attenzione particolare per la logica matematica e la formalizzazione degli enunciati, e una fiducia nella possibilità di costruire un sapere oggettivo sulla realtà. Tuttavia, anche il neopositivismo conobbe, nel secondo dopoguerra, modificazioni in senso relativistico, come evidenziato nelle opere del suo più significativo esponente, Karl Popper.

Neopositivismo e Popper: riassunto

NEOPOSITIVISMO POPPER

Questi, pur postulando l'esistenza di una realtà oggettiva in sé, respingeva, però, quella parte della logica neopositivista, che ammetteva la deducibilità del sapere scientifico, sulla base di una sua verificabilità empirica.

Portando alle estreme conseguenze le stesse nozioni neopositiviste, infatti, la logica di Popper negava la verificabilità delle teorie scientifiche, ammettendone solo la possibile falsificazione sperimentale. Benché Popper mantenesse ben salda la fiducia nella cumulabilità delle conoscenze e nella costruzione di un sapere scientifico sempre più vicino alla realtà, la sua filosofia, quindi, esaltava il confronto tra diverse teorie scientifiche e la problematicità della scienza stessa. Trasferito in ambito storico e sociale, il relativismo scientifico popperiano divenne, perciò, la base di una filosofia politica di tipo liberal-democratico, a sostegno di una "società aperta", fondata sul pluralismo e i diritti dell'individuo, in netta opposizione ai totalitarismi politici e ideologici.

Karl Popper: pensiero filosofico

NEOPOSITIVISMO FILOSOFIA RIASSUNTO

Le critiche più radicali al neopositivismo, comunque, sono state mosse da filosofi della scienza quali Thomas Kuhn e Paul Feyerabend, che hanno approfondito la dimensione teorica della conoscenza scientifica, sottolineandone l'irriducibilità a fatto empiricamente verificabile, e la sua natura storicamente determinata, giungendo a negare la possibilità di un'accumulazione lineare del sapere.

Il "silenzio di Dio" di fronte alla tragedia dell'uomo contemporaneo culminata nella Shoah, la secolarizzazione del mondo e l'affermarsi di un esistenzialismo cristiano portarono allo sviluppo di nuove teologie che, in ambito protestante, hanno fondato il rapporto tra uomo e Dio sulla irriducibilità della finitezza umana a Dio, e sulla possibilità di coniugare fede e sapere scientifico. Nel mondo cattolico, il neotomismo, elaborato da Jacques Maritain tra le due guerre, cedette il passo alla "svolta antropologica" di Karl Rahner, maturata sulla scia del pensiero neo agostiniano di Romano Guardini e dietro suggestioni kantiane e esistenzialiste. L'antropologia trascendentale di Rahner, che poneva nella tensione verso Dio l'essenza stessa della condizione umana, e scorgeva, nella società secolarizzata, l'esistenza di un diffuso "cristianesimo anonimo", non professato, ma ciò nonostante intensamente vissuto, favorì l'apertura verso la società, concretizzatasi nella breve stagione del pontificato di Giovanni XXIII e con il Concilio Vaticano II, tra 1962 e 1965.