Nietzsche, Bergson e Freud

Appunto inviato da eduxdj
/5

Annotazioni sui tre filosofi, con approfondimenti sulla vita, gli aspetti principali del pensiero e le opere più importanti (15 pagine formato doc)

A)Vita ed opere: Friedrich Nietzsche visse la cultura degli anni Settanta e Ottanta dell’Ottocento, in cui trionfava il positivismo, la fiducia nella scienza e nel progresso tecnico, si diffondono il socialismo e il filantropismo.
Nietzsche rappresenta in questo decennio la voce del dissenso: denuncia la massificazione della società e le sue manifestazioni. Critico verso il socialismo e il femminismo, non nutre inoltre fiducia nella scienza, sostenendo che l’”idolatria del fatto” positivistica è assurda perché i fatti sono stupidi. È l’uomo della crisi: “Si leggerà un giorno in mio nome al ricordo di una crisi.
Io non sono un uomo, sono una dinamite e sono anche necessariamente l’uomo del destino” ("Ecce homo"). Nietzsche ha intenzione di smascherare le millenarie illusioni della società e, unitamente a Marx e Freud, fu definito “maestro del sospetto”. Nacque nel 1844 a Rocken, in Sassonia, e morì a Lipsia nel 1900. Studiò filologia classica a Bonn e Lipsia dove, nel '65, avendo trovato casualmente una copia del capolavoro di Schopenhauer, la lesse rimanendone folgorato. Di lui condivide la diagnosi spietata della realtà (ma non il suo atteggiamento rinunciatario e ascetico) e l’esaltazione della musica. Giovanissimo, viene chiamato a ricoprire l’incarico di docenza di filologia a Basilea, diventando amico del compositore Wagner, che ammira ritenendo che attraverso la sua musica si avrà una palingenesi (= rinascita) della società. Nietzsche gli dedica la sua prima opera: “La nascita della tragedia”, che tratta essenzialmente di filologia. Il rapporto tra i due si deteriorerà quando Wagner si convertirà al Cristianesimo componendo opere decadenti e di ossequio verso i potenti. Dopo pochi anni abbandonò la cattedra per questioni di salute (sintomi che vanno dalle emicranie ai problemi di stomaco) ed iniziò a viaggiare in cerca di climi più consoni al suo stato fisico. Scrive “Umano troppo umano”, che segna il suo definitivo distacco da Schopenauer e la sua definitiva rottura con Wagner. Nel 1881 scrive “Aurora”, nell’82 “La gaia scienza”. In seguito avrà una profonda delusione amorosa: conobbe infatti una giovane intellettuale, Lou Salomè, che frequenta e nella quale crede di aver trovato l'amore, ma lei sposerà un comune amico, Paul Rée. Profondamente turbato, scrive “Così parlò Zarathustra”, seguita da “Al di là del bene e del male”, “La genealogia della morale”, “Il crepuscolo degli idoli”, “L’Anticristo”, “Ecce homo” (una sorta di autobiografia). A Torino, nel 1889, ha un primo eccesso di follia e perde completamente la lucidità, venendo poi accompagnato da un amico in una clinica svizzera, e in seguito affidato alle cure della madre e della sorella, fino alla morte. I momenti di lucidità sono rarissimi e non va in porto il progetto di un’opera, “La volontà di potenza”, che fu pubblicata postuma e in modo frammentario dalla sorella nel 1906. Ai rimaneggiamenti della sorella, seguace di un credo razzista, antisemita e pangermanista, si dovrebbe l'interpretazione di Nietzsche come teorico del nazismo.