Pensiero filosofico di Aristotele in breve

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La filosofia di Aristotele: riassunto breve sulla metafisica, teologia, fisica, psicologia, gnoseologia, etica e politica (3 pagine formato doc)

PENSIERO FILOSOFICO DI ARISTOTELE IN BREVE

Aristotele: il pensiero filosofico.

Aristotele fu allievo di Platone, sebbene egli si sia in parte discostato dalla filosofia del maestro. Aristotele non ricorre al riferimento ai miti, né vi è in lui una dimensione mistico-religiosa poiché giunge alla dimostrazione dell’esistenza di dio da un punto di vista razionale. Crede poi nella filosofia come autentica ricerca disinteressata (filosofia come sapere teoretico), a differenza della finalità politica presente in Platone.
Secondo Aristotele le cause del mondo sensibile devono appartenere alla realtà di cui sono causa, pertanto egli muove una critica alla teoria delle idee di Platone, secondo cui le cause erano trascendenti, cioè non facevano parte del mondo sensibile.

Filosofia di Aristotele: riassunto


ARISTOTELE: METAFISICA

Metafisica. Nella Metafisica Aristotele si interroga sulle cause dell’essere e sulle sue caratteristiche; stabilito che la categoria più importante dell’essere è la sostanza, indaga sulle sue caratteristiche e sulla possibilità dell’esistenza di sostanza soprasensibile.
Nella parte della metafisica chiamata aitiologia (studio delle cause), Aristotele si interroga sulle cause della realtà. Ne enuclea quattro: la causa materiale, ciò di cui una cosa è fatta; la causa formale, la forma cioè l’identità che la sostanza acquisirà; la causa efficiente, ciò che mette in moto la cosa, ciò che la produce; la causa finale, lo scopo per cui la cosa è fatta.
Nell’ontologia Aristotele studia l’essere nelle sue caratteristiche generali. Se per Parmenide l’essere era l’unica realtà esistente (era quindi univoco), per Aristotele l’essere assume diversi significati (è polivoco). Il primo è l’essere accidentale o contingente, che indica tutte le caratteristiche dell’essere che non siano necessarie alla sua vera essenza.
L’essere logico, che è l’essere vero o falso. Si giunge alla verità attraverso un ragionamento (sillogismo) che parte da due premesse, una maggiore e una minore.

Filosofia di Aristotele: schema riassuntivo

LA FILOSOFIA DI ARISTOTELE

Il terzo significato è l’essere come atto e potenza: l’essere potenziale (o materiale) è l’essere che ha delle caratteristiche che potrebbe attuare. L’essere attuale (o formale) è invece la potenzialità, la capacità che si è realizzata. L’introduzione di atto e potenza permetterà ad Aristotele di definire il movimento in modo diverso da Parmenide: esso non è più passaggio da essere a non essere, ma passaggio da potenza a atto. Aristotele definisce la superiorità dell’atto sulla potenza.
L’ultimo significato dell’essere è quello categoriale: per categorie Aristotele intende tutte le caratteristiche fondamentali, che ogni essere ha e di cui non può fare a meno. La più importante è la sostanza, perché tutte le altre categorie fanno riferimento ad essa.
Si passa così all’usiologia, che è lo studio della sostanza. Sostanza è ciò che è intrinsecamente unitario. Ogni sostanza concreta è costituita da potenza e atto, cioè materia e forma. Con forma si intende la natura propria di una cosa, ciò che la rende quella che è. Ad essere propriamente sostanza è quindi l’insieme di materia e forma (teoria ilemorfica, da ulè, materia), chiamato da Aristotele sinolo.

Riassunto su Aristotele


ARISTOTELE OPERE

La teologia può essere considerata il punto di arrivo della di aitiologia, ontologia e usiologia aristoteliche. Dio è infatti causa finale del mondo (aitiologia), è atto puro (ontologia) e sostanza soprasensibile (usiologia).
La dimostrazione dell’esistenza di dio portata da Aristotele è una prova a posteriori perché ha come punto di partenza l’esperienza. E’ certo per Aristotele che tutto si muove, e tutto ciò che si muove deve essere stato mosso da qualcosa; questo qualcosa deve aver ricevuto il movimento da qualcos’altro. Tuttavia non è possibile procedere all’infinito alla ricerca della causa prima del movimento, altrimenti non si potrebbe spiegare il movimento iniziale. E’ pertanto necessario un principio motore primo e immobile che abbia impresso il movimento iniziale senza essere mosso da nulla. Questo primo motore immobile è dio. Dio essendo immobile è atto puro, sostanza solo attuata; non muovendosi dio non incorre nell’azione deterioratrice del tempo ed esiste da sempre. Il dio aristotelico è noesis noeseos, pensiero di pensiero; contempla se stesso perché è la perfezione a differenza del dio cristiano che ama di amore gratuito.