Politica di Locke, riassunto

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appunti sul pensiero politico di John Locke (2 pagine formato doc)

POLITICA DI LOCKE, RIASSUNTO

Locke.

Le opere di Locke in cui tratta di politica sono i DUE TRATTATI SUL GOVERNO (1690), con cui viene posto il fondamento dello stato liberale (divisione e controllo dei poteri e libertà individuali).
Quest'opera ha due caratteri: Critico e Costruttivo.
CARATTERE CRITICO
L'opera viene scritta in risposta al patriarcha di Robet Filmer, il quale sosteneva che i re dovevano avere il potere assoluto in quanto era di origine divina e quindi irrevocabile. Secondo Filmer Adamo era stato il primo ad esercitare il potere assoluto sulla sua famiglia e lo aveva poi trasmesso ai suoi discendenti, i re del 600.
In Inghilterra c'era una monarchia costituzionale e il parlamento era diviso in due rami: i Tori, rappresentanti del potere assoluto; i Wigh, rappresentanti del potere liberale.

Concezione di Stato e Potere di Locke: riassunto


TEORIA POLITICA LOCKE

Locke confuta la teoria di Filmer con due affermazioni:
1. Il potere politico è diverso da quello esercitato sulla famiglia, nello stato di natura uomini, donne e bambini sono uguali, è soltanto il consenso del popolo che fonda il potere politico.
2. Se Adamo avese concesso il potere ai suoi discendenti non si capirebbe perchè ci sono tanti re quando il suo discendente dovrebbe essere solo uno, per questo afferma che il potere deriva solo dal popolo.
CARATTERE COSTRUTTIVO
Lo stato di natura era caraterizzato da uomini tutti uguali perchè hanno lo stesso diritto: la sopravvivenza, il diritto alla  vita, alla libertà, alla felicità e alla proprietà (che deriva dal lavoro). La legge di natura impone il rispetto dei diritti degli altri.

Concezione di Stato e Giusnaturalismo in Locke e Hobbes


LIBERALISMO POLITICO LOCKE

Per Locke l'uomo non è totalmente egoista, ma è un misto tra egoismo e altruismo.
Inoltre, secondo lui, nello stato di natura c'è una guerra ma non è continua e non è generalizzata. Per il filosofo le leggi di natura sono inadatte e quindi lo stato di natura non funziona quando ognuno si fa giustizia da sè e il potere di applicarle è di un singolo. Il suo stato di natura è caratterizzato dalla disuguaglianza tra gli uomini causata dalla nascita della moneta e del diritto alla proprietà, in quanto il baratto non dava ricchezza perchè i beni di natura erano deteriorabili.
Anche per Locke lo stato nasce da un contratto tra i singoli e il sovrano. Il sovrano ha i poteri di fare le leggi, di applicarle e di giudicare le controversie. Inoltre, si impegna a garantire i diritti naturali, se non mantiene il patto può essere cacciato, ma l'errore deve essere grave, continuativo e collettivo, per potersi ribellare.

Lo stato di natura per Hobbes, Spinoza e Locke


PENSIERO POLITICO DI LOCKE

Lo stato garantisce la libertà: nello stato perchè si mantiene la pace, cosa impossibile nello stato di natura. Dallo stato perchè lo stato non può interferire in alcuni ambiti: educazione dei figli, libertà di coscienza(pensiero, parola, religione e opinione), proprietà ossia lo stato non deve intervenire in ambito economico.
Locke classifica le forme di governo in base al numero di dedentori del potere: democrazia, oligarchia e monarchia.
Per Locke il potere legislativo è il potere supremo in quanto rappresenta e custodisce la volontà collettiva. La legge naturale e il mandato della società pongono tre limiti al potere legislativo:il legislatore emana le leggi solo per il bene pubblico, tutto ciò che riguarda lo stato riguarda l'individuo ma non il contrario, le leggi dovranno essere promulgate in forma costituzionalmente legittima.