Karl Popper e il Circolo di Vienna

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Riassunto su Karl Popper e sul Circolo di Vienna (10 pagine formato doc)

KARL POPPER E IL CIRCOLO DI VIENNA

Karl Popper.

Circolo di Vienna Æ movimento di filosofi- scienziati, che facevano dibattiti a Vienna.
Si posero i problemi della metodologia scientifica e videro il criterio fondamentale nella verificazione, cioè un criterio di demarcazione Æ separa teorie verificabili e significative da altre non scientifiche Æ per esempio la metafisica non è una scienza.
Popper è stato spesso associato a questo circolo anche se lui lo ha negato apertamente Æ c’è avvicinamento tematico ma vi si oppone. Afferma lui stesso di non essere mai stato neopositivista.
Hanno trattato gli stessi temi, e anzi lui è stato un interlocutore molto critico verso quelle dottrine: contrappone al principio di verificazione quello di falsificazione. Il gruppo si sfaldò ed alcuni andarono in America da cui furono influenzati Æ contaminazione da parte del pragmatismo americano. Altri andarono in Inghilterra e svilupparono la filosofia del linguaggio. La biografia dell’autore è importante. Grande interesse per la matematica, si laurea in filosofia con una dissertazione di carattere metodologico. Insegna e nel 1934 pubblica la sua opera più nota ”logica della scoperta scientifica”. Costretto ad allontanarsi perché ebreo si trasferirà in Nuova Zelanda dove scrive “la miseria dello storicismo”, “la società aperta e i suoi nemici”(polemica politica) e giunto in Inghilterra per insegnare, scrive “ Congetture e confutazioni”(60). Nel 74 scrive la sua autobiografia con sottotitolo La ricerca non ha fine ”e “ La replica ai miei critici” .E’ morto negli anni 90.

Karl Popper: pensiero

CIRCOLO DI VIENNA RIASSUNTO

Popper recupera autori classici e tradizionali, come Kant, Hegel, Marx, Bacone, addirittura Socrate e i presocratici. Essi sono stati per lui i fondamentali protagonisti della fondazione del pensiero critico Æ grande contributo.
Uno dei temi fondamentali è l’induzione. Ne parlavano già Aristotele e Bacone. Popper dirà che l’induzione non esiste e non ha senso. Bacone sosteneva che dell’induzione esistono due facce: induzione per enumerazione e per eliminazione. L’induzione aristotelica non poteva portare a una vera conoscenza, essa portava alle premesse del sillogismo (procedimento deduttivo), ma era solo enumerativa, infatti l’esperienza umana è limitata e quindi per Bacone bisognava sottoporre ogni ipotesi a delle prove. Per Popper nemmeno il sistema di Bacone funziona, perché, pur evidenziando i limiti, ha supposto che le ipotesi fossero finite Æ cancellando quelle sbagliate si giunge all’unica vera; ma in realtà le ipotesi sono infinite Æ induzione inutile, inesistente.

Karl Popper: riassunto

KARL POPPER E POSITIVISMO

Popper riprende la storiella di Russel Æ il tacchino induttivista Æ questo tacchino iniziò cautamente ad osservare col tempo che alle ore nove gli veniva dato il cibo, ma solo alla fine di molte prove giunse a questa conclusione con rigore. Ma alla vigilia di Natale il cibo non gli arrivò e se lo mangiarono.
L’induzione è un circolo vizioso della mente: per affermare l’induzione ho bisogno di un ulteriore procedimento induttivo alle spalle Æ infondatezza. L’induzione non è fondata su principi logici e nemmeno su una base di ordine empirico; non si può trovare il principio su cui si basa tutto il processo, non c’è appiglio.