Rapporto tra fede e ragione

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Il rapporto tra ragione e fede nel cristianesimo: il pensiero di Sant'Agostino, di San Tommaso, di Abelardo, di Scoto, di Anselmo di Aosta e di Guglielmo di Ockham (4 pagine formato doc)

RAPPORTO TRA FEDE E RAGIONE

Fede e ragione.

Il problema del rapporto tra ragione e fede si pone quando vi è l’affermazione del cristianesimo, per il quale la verità è fondata sulle rivelazioni Divine quindi sulle rivelazioni contenute nelle sacre scritture. Questo problema viene posto come una ricerca degli aspetti che conciliano e che dividono le verità di fede e quelle filosofiche.
Uno dei risultati di questa ricerca porta alla divisione della teologia dalla filosofia, pone quindi la teologia come scienza specifica e non più come in eta greca in cui la teologia era parte integrante della filosofia.

I vari filosofi che si cimentano a spiegare il rapporto tra ragione e fede sono tanti primo fra tutti SANT’AGOSTINO.
Il pensiero di Agostino fra fede e ragione è contenuto nell’ espressione «INTELLIGE UT CREDAS, CREDE UT INTELLIGAS» quindi «CAPIRE PER CREDERE E CREDERE PER CAPIRE» Agostino non mortifica la fede o la ragione ma li rende uniti. Per agostino la fede è una cosa ricercata la fede e una cosa rivelata, fede e ragione si completano a vicenda.

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FEDE E RAGIONE: AGOSTINO

La fede si deve distinguere dall’opinione che è un’assenso incerto mentre la fede è un’assenso certo a cose certe.  Quindi ci sono verità che credute possono essere dimostrate e verità che invece vanno solo credute e eventualmente dimostrate.
La fede illumina e indica l’oggetto della ricerca umana cioè Dio.
Agostino sostiene che c’è accordo tra ragione e fede e che la ragione non può fondare se stessa senza il lume della fede. Per Agostino sono inoltre importantissime le sacre scritture o meglio dire l’interpretazione di esse, si devono leggere con attenzione e si devono interpretare bene perche esse esprimono una testimonianza di un fatto accaduto ma inoltre esprimono verità ulteriori su l’uomo su Dio e sul loro rapporto. Agostino inoltre elabora la dottrina della conoscenza secondo la quale si conosce per illuminazione cioè la verità è già dentro l’uomo l’illuminazione serve all’uomo per scoprire la verità e il lume è appunto la fede.

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RAPPORTO FEDE E RAGIONE: TOMMASO

FEDE E DIALETTICA. A partire dall’ XI sec. l’impiego della dialettica nella spiegazione dei dogmi religiosi provoca timore da parte di coloro che temevano che la saldezza delle verità di fede potesse essere compromessa dalle argomentazioni filosofiche.
In questo contesto si sviluppa il contrasto tra dialettici che sostengono l’uso della ragione per intendere le verità di fede e antidialettici che negano un qualunque valore alla ragione nella comprensione dei misteri di fede. Nel XII secolo si sviluppa la discussione per il rapporto tra fede e ragione tra i maggiori esponenti dei vari gruppi che sono Anselmo da Osta e Pietro Abelardo.
ANSELMO DA OSTA: Per anselmo la fede costituisce la guida per la ricerca razionale, non si allontana molto dall’idea di San Agostino la frase di agostino viene tagliata da Anselmo e diventa Credo per capire e cioè per capire la verità è necessario credere senza la fede non si può intendere niente. Anselmo non esclude la ragione al contrario chiarisce e determina la verità della fede, la fede ricerca l’intelletto. Tutti i misteri della fede non potranno mai essere chiariti perche superano l’intelletto umano, e l’intelletto i ragionamenti non servono per acquisire la fede ma per rendersi conto della grandezza delle cose a cui si crede.  Anselmo ci presenta inoltre la figura dell’insipiente che e colui che non riuscendo a dimostrare che dio esiste dice che non esiste , visto che il credente può esse indebolito dall’ insipiente (la certezza) il credente deve comportarsi nei confronti dell’ insipiente rafforzando la propria fede continuamente con la ricerca razionale e deve far capire all’insipiente che non tutto può essere spiegato. Anselmo sostiene inoltre l’esistenza di Dio non facendo ricorso al mondo. Quando si pensa a Dio si pensa come un essere superiore, onnipotente, perfetto quindi che non manca di nulla quindi necessariamente deve essere esistente senno manca di qualcosa.

Rapporto tra fede e ragione: tesina

FEDE E RAGIONE A CONFRONTO: PIETRO ABELARDO

Il contrasto tra ragione e fede non può esistere perche sono doni di Dio. Nel pensiero di Abelardo il credo ut intelligam di Anselmo e agostino viene rovesciato in capisco per credere e cioè Abelardo sosteneva che una cosa prima di essere creduta deve essere capita, se una cosa non si capisce non si può credere. La ricerca razionale precede la fede quindi secondo abelardo.
Le verità divine non possono essere comprese logicamente dall’uomo la ricerca razionale riesce a darci l’idea delle verità divine attraverso il linguaggio analogico cioè simile al logico al vero...
Guglielmo di Ockham. Per Guglielmo non c’è armonia tra filosofia e teologia, dato che ragione e fede sono due strumenti di conoscenza distinti tra loro anche se non in contrasto.
Secondo Guglielmo le verità di fede non sono ne evidenti ne dimostrabili, le verita di fede non possono essere oggetto di dimostrazione razionale, in caso contrario la rivelazione sarebbe inutile, quindi Dio ci ha rivelato le verità della fede perche sapeva che con la ragione non ci saremmo mai arrivati.  Le verità di fede non possono essere dimostrate ma non possono essere nemmeno negate, ad esempi l’immortalità dell’anima non può ne essere dimostrata ma nemmeno negata.