Scuole post-aristoteliche: epicureismo, scetticismo e stoicismo

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Appunti sulle scuole post-aristoteliche: Epicureismo, Scetticismo e Stoicismo (5 pagine formato doc)

SCUOLE POST-ARISTOTELICHE: EPICUREISMO, SCETTICISMO E STOICISMO

Scuola Post- aristoteliche.

“Che cos’è la felicità?”. E’ la domanda che caratterizza le scuole post aristoteliche. Che si pongono come obiettivo scoprire cos’è la felicità per l’uomo, C’è un netto cambio di studio. Queste scuole non si occupano di ontologia (studio dell’essere), non hanno interessi sulla politica, non si occupano delle essenze delle cose. Cambia la domanda di riferimento perché cambia la situazione politica e sociale, si sfalda infatti l’impero alessandrino e i territori vengono frammentati; crolla specialmente la certezza del significato di POLIS, punto di riferimento morale e sociale, perché la polis dava dei valori e la gente aveva così dei punti di riferimento. L’individuo non si sente più greco e si trova provato delle certezze che aveva prima.
Non c’è più un particolare punto di riferimento. Senza di essi si chiedono come si possa essere felici. Il grande sistema aristotelico, basato sulla via del buon senso o via di mezzo, non dà più lo stesso valore a ciò. Su che cosa si vive? Si chiede alla filosofia di dare delle indicazioni all’uomo per sopravvivere. La filosofia deve guarire i tormenti dell’anima e quindi renderla più tranquilla e quindi più felice. La filosofia si concentra quindi sui principi morali. La filosofia deve consolare l’uomo della propria vita tormentata per aiutarlo a vivere meglio.

Scetticismo, stoicismo ed epicureismo, appunti

Di solito queste scuole abbandonano i vecchi metodi: ora non c’è più il dialogo, ma bisogna obbedire al maestro. Si cercando delle regole per vivere bene e non bisogna ribatterle. Queste sono delle teorie della crisi. Il nostro mondo non è tanto diverso. Quest’età è definita ellenistica; ellenismo perché la Grecia rimane un punto di riferimento, ma non è più la Grecia di un tempo, ma è grecizzata, mescolandosi ad altre culture. Il greco volgare, il koinè, è il veicolo della lingua nel periodo ellenistico. In questo periodo nasce il libro così come lo conosciamo oggi, nasce l’idea che il sapere debba essere unito e fatto conoscere, nasce così la famosa Biblioteca d’Alessandria. È un atteggiamento imposto senza discussione; il “museo” prende il nome dall’invocazione alle Muse. Alessandria d’Egitto diventa il più grande centro culturale del mondo. Per secoli il centro culturale mondiale è stato Atene, ora non lo è più, per questo si sentono spezzati.

SCETTICISMO: SIGNIFICATO

Lo scetticismo. Il fondatore della scuola è Pirrone di Elide (365-275 a.C.). Egli vuole fornire la chiave per un’esistenza felice. Pirrone dice che non si può conoscere nulla in modo oggettivo: niente è conoscibile, soprattutto per quanto riguarda le scelte più difficili e complicate. Avendo conosciuto molti popoli diversi, Pirrone poté constatare che niente si può dire vero a differenza degli altri, ogni conoscenza è relativa e ogni teoria filosofica non è fondata, in quanto ad ogni teoria che ne dimostra la fondatezza, ne esiste un’altra che ne dimostra il contrario. Ecco perché la figura del saggio scettico deve avere come atteggiamento principale l’epochè. Pirrone dice “il filosofo deve fare epoche”. Pirrone non dice che -NON esiste una verità , dice che non possiamo conoscere una verità assoluta e quindi potrebbe esserci una verità assoluta, ma non la conosciamo. Non si può avere la conoscenza certa di una verità. Il fatto di negare una possibilità assoluta è la partenza per la ricerca.: ossia, io non conosco niente, ma posso arrivare a trovare una conoscenza della verità usando la ragione. Questo atteggiamento del sapere e non sapere è molto simile al ragionamento socratico.
La parola scettico significa “ricercare”, ma in continuazione. Lo scetticismo è la base della ricerca perché solo ammettendo di non sapere delle cose certe, si può ricercare.

SCETTICISMO METAFISICO

I limiti vengono messi alla coscienza umana. Questo argomento è ritenuto valido anche per Dio. Gli scettici sono radicali. Lo scettico ritiene che bisogna sempre ricercare la verità. L’afasia, “liberazione del linguaggio” è una liberazione della realtà perché il linguaggio è un’espressione che ingabbia la realtà e non esprime un giudizio certo. Tutto ciò risponde alla domanda iniziale e porta l’uomo a non affannarsi troppo nella vita. È una risposta alquanto debole, infatti non ebbe molto successo. Tutto questo atteggiamento, epoche e afasia, portano all’atarassia, o imperturbabilità dell’anima, mancanza di tormenti, di affanni. Gli scettici non credevano nemmeno ai ginnosofisti, anche se sembra che Calano, un sofista, bruciato tranquillamente sul rogo, abbia influenzato lo scetticismo.  
Arcesilao e Carneade, due scettici, dicono che non si ha una conoscenza certa e possiamo avere solo delle opinioni probabili e che non esiste nessun criterio di verità oggettivo e, in particolare Carneade, dobbiamo dare assenso a ciò che ci pare più probabile poiché è più persuasivo dal punto di vista soggettivo.
Un altro filosofo scettico è Sesto Empirico, medico, che scrisse Gli Schizzi pirroniani e Contro i Matematici, dove criticava le altre filosofie catalogandole come dogmatiche. Infatti i matematici sono coloro che ritengono con certezza una tale verità e che sia possibile raggiungerla attraverso le scienze o aritmetica e geometria.
Secondo lui non c’è nessun criterio oggettivo di verità e quindi l’uomo si deve limitare ai fenomeni, cioè rappresentazioni soggettive delle cose. Sesto indica anche i quattro criteri pratici su cui bisogna basarsi per condurre la propria vita:
1.    seguire ciò che la natura ci rivela attraverso i sensi;
2.    assecondare i bisogni del corpo;
3.    rispettare le leggi e costumi;
4.    seguire le regole delle arti.

EPICUREISMO IN BREVE

L’epicureismo. Nasce col filosofo Epicuro di Samo (341 a.C. ad Atene). Fu un seguace di Democrito, famoso atomista. Nel 306 fonda presso il giardino di casa sua la scuola filosofica. Qui erano accettati sia le donne che gli schiavi. Se in generale le scuole si rivolgevano agli aristocratici, la scuola epicurea conquista anche le classi basse. L’epicureismo è stato frainteso nei secoli. L’etica epicurea è chiamata edonistica perché ricerca il piacere, ma non inteso come ricerca del divertimento, ma come assenza di dolore. Risponde in pieno alla domanda iniziale. Epicuro non era imperturbabile come Pirrone, ma sereno. Per Epicuro non si parla solo di atarassia; seguiva anche delle regole e l’epicureismo dava molta importanza alla morale e all’amicizia. Suoi seguaci furono Lucrezio e Virgilio.