Socrate e Platone: la razionalità

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Il problema della razionalità nei due filosofi (formato word 1 pag.) (0 pagine formato doc)

IL PROBLEMA DELLA RAZIONALITÀ IN SOCRATE E PLATONE IL PROBLEMA DELLA RAZIONALITÀ IN SOCRATE E PLATONE Socrate e Platone, maestro ed allievo, hanno un modo piuttosto simile di affrontare la questione della ragione.
Per entrambi essa deve essere l'unica e vera guida nella vita dell'uomo (nel mito di Platone essa è l'auriga), la quale deve trovare l'equilibrio tra le varie parti che costituiscono l'anima umana e portare alla virtù, ossia alla felicità. In Platone la felicità si identifica con la giustizia, ossia con l'accordo e l'armonia delle tre parti che compongono l'anima dell'uomo attraverso la ricerca del giusto mezzo tra due eccessi. Giusto mezzo che può essere individuato solo attraverso l'uso della ragione e dell'esperienza.
Il vizio quindi altro non è che uno squilibrio e una disarmonia tra le prati dell'anima, che portano inevitabilmente ad un eccesso. Inoltre l'uso della ragione, ossia il filosofare, porta di per sé la felicità. Per Socrate la virtù si identifica con una forma di sapere, ossia un prodotto della mente, mentre il vizio è il frutto dell'ignoranza. Per essere uomini nel modo migliore infatti è necessario riflettere, cercare e ragionare, ossia filosofare. La visione di Socrate della vita dell'uomo si risolve quindi in un'avventura disciplinata dalla ragione. Dunque pur con metodi differenti per entrambi i filosofi la ragione deve essere guida dell'uomo ed il suo uso porta inevitabilmente alla felicità. Per entrambi infatti i veri filosofi sono di per sé felici.