L'Umanesimo: pensiero di Kristeller

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Umanesimo Kristeller: il pensiero dello storico a confronto con la corrente romantica (4 pagine formato docx)

UMANESIMO: KRISTELLER

L’Umanesimo secondo Kristeller. Uno storico delle idee Paul Oscar Kristeller (tedesco, poi emigrato negli Stati Uniti) prende in considerazione le principali correnti del Rinascimento: 
“Chiunque si interessi di “valori umani” o del “ benessere umano”, oggigiorno è chiamato un “umanista”, e non esiste quasi un individuo che non vorrebbe essere, o far finta di essere, un umanista in questo senso della parola.

Ma temo che per gli scopi che si prefigge questo saggio, bisognerà rivedere la definizione moderna del termine “umanesimo”; infatti l’umanesimo del Rinascimento era profondamente diverso da quello di oggi: certo anche gli umanisti del Rinascimento s’interessavano ai valori umani, ma ciò era subordinato alla loro preoccupazione principale, che era lo studio e l’imitazione della lettura classica, sia greca che latina.

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KRISTELLER: UMANESIMO E RINASCIMENTO

Questo umanesimo classico del Rinascimento italiano era in primo luogo un movimento culturale, letterario e pedagogico, e sebbene abbia segnato il pensiero rinascimentale con la sua impronta, non è mai stato possibile isolare completamente in esso le idee filosofiche dagli interessi letterari.

Il termine ”umanesimo”, per descrivere il movimento classicheggiante del Rinascimento, fu coniato da storici ottocenteschi, ma i termini studia humanitatis e “umanista” furono coniati proprio durante il Rinascimento. Già al tempo degli antichi Romani alcuni autori si servirono del termine studia humanitatis per nobilitare lo studio della poesia, della letteratura e della storia, e questa espressione fu ripresa dagli uomini eruditi del primo Rinascimento italiano per sottolineare il valore umano degli studi da essi coltivati, che erano: la grammatica, la retorica, la poesia, la storia e la filosofia morale, nel senso in cui si intendevano queste discipline in quei tempi. Non tardò molto che chi insegnava di professione queste materie, fosse chiamato umanista, termine che appare per la prima volta in documenti del tardo quattrocento.
L’origine dell’Umanesimo italiano viene di solito attribuita al Petrarca, il quale in realtà ebbe qualche precursore, ma, secondo l’opinione corrente, nessun vero predecessore. Non c’è dubbio che il Petrarca sia stato la prima figura veramente grande tra gli umanisti italiano; eppure alcune preoccupazioni e tendenze caratteristiche dell’umanesimo italiano precedettero il Petrarca di almeno una generazione.

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KRISTELLER E L'UMANESIMO

L’origine e l’ascesa dell’umanesimo italiano furono dovute, a mio avviso, a due, o piuttosto a tre, fattori. Uno di questi fu la tradizione italiana autoctona della retorica medioevale, che era stata coltivata da insegnanti e da notai ed era costituita da un insieme di regole stilistiche per la composizione di lettere, documenti e discorsi. Il secondo fattore fu il cosiddetto umanesimo medioevale, cioè lo studio della poesia e della letteratura latina classica, che fu assai fiorente nelle scuole del secolo dodicesimo specialmente in Francia, mentre fu limitatissimo in quel periodo il contributo dell’Italia. Verso la fine del Duecento, questo studio dei classici latini fu introdotto anche nelle scuole italiane, e si amalgamò con la tradizione retorica del paese, che aveva avuto un carattere molto più pratico. Così lo studio erudito dei classici latini cominciò a svilupparsi quando la buona imitazione degli autori classici, basato su uno studio attento di quegli autori, cominciò a essere considerata il migliore addestramento per chi desiderava scrivere e parlare bene – in prosa o in versi, in latino o in volgare.- A questa situazione che si era andata sviluppando si aggiunse, durante la seconda metà del Trecento, un terzo fattore: lo studio della letteratura classica greca; quasi abbandonata in Occidente durante il medioevo, ma coltivata da secoli nell’impero bizantino, la conoscenza di quella letteratura fu portata in Italia dall’Oriente in quest’epoca, in seguito a un intensificarsi di contatti politici, ecclesiastici e culturali.