Il valore della vita secondo Seneca

Appunto inviato da marcopatti91
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Considerazioni sul pensiero del filosofo romano sul valore della vita e sulla legittimità del suicidio (1 pagine formato doc)

Quando Seneca afferma che bisogna scegliere la propria morte come la casa in cui abitare vuole farci riflettere sul senso delle scelte che ogni giorno prendiamo nella nostra vita.
Ognuno di noi infatti sceglie la casa in cui abitare e questa scelta è obbligatoriamente dettata da qualcosa; puoi sceglierla perchè è confortevole, perchè è bella, perchè è economico o per tanti altri motivi. E uguale secondo Seneca dobbiamo scegliere la morte per un determinato motivo.

Nessuno abiterebbe mai in una casa che non è di proprio gradimento e così è giusto che nessuno muoia di una morte che non gli piace. Se abbiamo la possibilità di scegliere qualcosa che ci piace perchè non dovremmo farlo? Perciò quello che vuole farci intendere il filosofo è che avendo ognuno dei propri gusti in fatto di ciò che è bello, di ciò che piace, se abbiamo la possibilità di scegliere qualcosa dobbiamo farlo.
Io scelgo che la casa in cui vivo debba essere quella perchè è luminosa, io scelgo questo tipo di morte perchè è veloce. E cosi via, qualunque sia il motivo, importante o futile, quello che conta è che sia io a scegliere quello perchè è quello ciò che mi piace!

2. Il corpo è come una casa in cui abitare, questo ci dice Seneca. Noi abitiamo nel nostro corpo e come siamo desiderosi che la casa in cui abitiamo sia oltre che bella anche ridotta in buone condizioni lo stesso dobbiamo pretendere che il nostro corpo funzioni bene; se il nostro corpo sta male noi stiamo male quindi si deve preferire la morte alla sofferenza. Ci dice che siamo come inquilini trattenuti dall'affetto del luogo familiare e dalla forza dell'abitudine, nonostante gli incomodi. Vuole appunto dire che siamo così legati al nostro corpo che anche quando viverci fa male noi vogliamo continuare a farlo mentre invece quando il nostro corpo ci reca dolore dovremmo abbandonarlo per abbandonare con esso ogni nostra sofferenza.