Esperimento di Thomson

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Approfondimento sull'esperimento di Thomson che portò alla determinazione della massa dell' elettrone, con tutti i vari passaggi della dimostrazione (3 pagine formato doc)

ESPERIMENTO DI THOMSON: determinazione della carica specifica dell'elettrone.


NOTA: Si trascura la forza peso.

  • un fascio di elettroni è emesso dal catodo C (che può anche essere un semplice filo metallico) per effetto termoelettronico.
  • il fascio di elettroni è focalizzato in A1A2 (anodo)
  • e passa attraverso gli elettrodi P1 e P2, che sono le armature di un condensatore lungo l e distanti d che creano un campo elettrico uniforme lungo y: Ey.= verso l'alto.
  • perpendicolarmente al campo elettrico del condensatore viene attivato/disattivato un campo magnetico Bz uniforme creato da due bobine esterne.
  • All'esterno del condensatore, a distanza L da esso è posto uno scherma di ricezione.
A) comportamento dell'elettrone prima di entrare nel condensatore.

L'emissione di elettroni che entrano nel condensatore è prodotta dall'effetto termoelettronico nel filamento metallico.

Il filamento (= catodo) contiene elettroni in movimento e con energie diverse.


L'energia è insufficiente a farli uscire dall'attrazione del campo elettrico degli ioni positivi del reticolo cristallino.

L'energia necesssaria è il lavoro di estrazione L estrazione = e∙ΔV. [effetto Volta].

Riscaldando il filamento, la temperatura del reticolo aumenta ed aumenta il numero di elettroni veloci perché l'energia termica si trasforma in energia cinetica sufficiente a permettere agli elettroni di uscire dal filamento vincendo l'attrazione elettrica del reticolo cristallino.

All'esterno del metallo, deve esserci una ddp che acceleri gli elettroni verso l'anodo, così da creare una corrente misurabile.