Riassunto sul modello planetario dell'atomo

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Riassunto sul modello planetario dell'atomo - Il primo a parlare di atomi fu Democrito nel sesto secolo a.C.

Egli sosteneva che la materia fosse divisibile in unità, sempre più piccole fino ad arrivare a un'unità invisibile, l'atomo.
Nel 1897 il fisiso statunitense Franklin spiegò il fenomeno dell'eletrizzazione per strofinio sostenendo l'ipotesi che esistano due tipi di elettricità:
una carica elettrica positiva (protoni)  e una carica elettrica negativa (elettroni).
Sostenendo inoltre che due corpi con cariche elettriche dello stesso segno, si respingono; mentre due corpi con cariche elettriche opposte si attraggono.

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Dopo la scopertà dell'elettrone da parte di Franklin, fu chiaro che gli atomi sono costituiti da due componenti. Agli inizi del ventesimo secolo, però, non si sapeva ancora come le cariche elettriche positive e negative fossero disposte negli atomi.
Thomson propose un modello atomico in cui l'atomo è una sfera di carica positiva, al cui interno si trovano gli elettroni (come l'uvetta nel panettone).
L'ipotesi di Thomson fu sottoposta a verifica con una serie di esperimenti da parte del fisico Rutherford nel 1911.

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Esperimento:
Prese una sottilissima lamina d'oro e la “bombardò” con particelle alfa, che sono particelle positive emesse da una sorgente radioattiva. E' possibile studiare come esse sono deviate dalla lamina d'oro perchè emettono un breva lampo di luce quando arrivano su uno degli schermi di zinco che circondano la lamina d'oro.
Se gli atomi avessero la carica positiva dispersa su tutto il loro volume, tutte le particelle avrebbero attraversato la lamina d'oro . Nell'esperimento, invece, molte particelle subiscono deviazioni molto grandi, alcune rimbalzano addirittura indietro.
Egli spiegò il comportamento delle particelle alfa proponendo un nuovo modello atomico, secondo cui l'atomo è costituito da un corpo centrale positivo, detto nucleo, attorno a cui orbitano gli elettroni negativi.

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Grazie ad altri esperimenti di Rutherford si è scoperto che nel nucleo dell'atomo vi sono i protoni, particelle positive. Poichè l'atomo è neutro, il numero dei protoni nel nucleo è uguale a quello degli elettroni che gli ruotano attorno.
Gli studi di Bohr erano basati sul modello atomico di Rutherford. A differenza del modello atomico di Rutherford, in quello di Bohr gli elettroni sono disposti intorno al nucleo su orbite stabili, corrispondenti a livelli energetici ben definiti.

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