Relazione sui circuiti RC

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Descrizione di un esperienza con i circuiti in serie e parallelo.(3 pagine, formato word) (0 pagine formato doc)

ELETTRODINAMICA ELETTRODINAMICA Scopo della prova Studio della dipendenza esistente tra l'intensità di corrente e la differenza di potenziale.
Materiale usato generatore di tensione; voltmetro; amperometro; cavetti; reostato; varie resistenze (resistenza, lampadina, diodo). Premessa L'intera prova è stata effettuata lavorando in corrente continua. Descrizione circuito E' stato predisposto un circuito elettrico come in figura 1: Figura 1 Il circuito è costituito da un generatore di tensione (G) da un reostato (ovvero ad un resistore a resistenza variabile inserito nel circuito elettrico per poter variare l'intensità di corrente), indicato con R2, da una resistenza (R1) e da due multimetri digitali utilizzati il primo come voltmetro (V) ed il secondo come amperometro (A). G ed R2 sono stati collegati in parallelo (essi sono sottoposti alla stessa d.d.p.), R2 e R1 sono stati collegati anch'essi in parallelo, A ed R1 sono stati collegati in serie (trascurando l'intensità Iv) in quanto essi sono attraversati dalla stessa intensità di corrente infine V ed R1 sono stati collegati in parallelo (= d.d.p agli estremi 1,2).
Al reostato arrivano tre cavetti in quanto la sua funzione di resistenza variabile è resa possibile mediante lo rotazione di una manopola che all'interno dello strumento porta ad uno spostamento di un cursore (c) che permette di variare la lunghezza del filo percorso da corrente elettrica permettendo di variare l'intensità della stessa. Procedimento La resistenza R1 è stata cambiata nel corso della prova per studiare la relazione che lega le due grandezze: d.d.p. ed I. Come precedentemente detto con la manopola presente sul reostato veniva variata continuamente l'intensità di corrente rilevandone i valori forniti dall'amperometro e dal voltmetro, scegliendo, per questi ultimi, un fondoscala opportuno (gli strumenti essendo digitali fornivano immediatamente il dato richiesto). Il ruolo di resistenza è stato svolto quindi da tre diversi ”oggetti”, rispettivamente: da una comune resistenza lineare da una lampadina da un diodo (= dispositivo semiconduttore a due elettrodi che può essere percorso da corrente elettrica in una sola direzione) I valori forniti dagli strumenti sopra citati nella descrizione del circuito sono stati raccolti in tabella 1. Con i dati ottenuti dalla prova pratica sono stati tracciati i grafici relativi ad ognuna delle tre "resistenze": per tutti i casi si è ottenuta una retta non passante per l'origine. 1) Osservando il grafico "resistenza" si nota una relazione lineare esistente tra l'intensità di corrente che passa la resistenza e la d.d.p. ai suoi capi. 2) Osservando il grafico "lampadina" si nota come l'andamento sia piuttosto simile a quello della resistenza del punto 1 anche se alcuni valori si presentano decentrati (nella maggioranza dei punti in maniera trascurabile). Sia nel caso 1 che in quello 2 i punti si dispongono lungo una retta da cui si deduce che il rapporto V/I (inverso del coefficient