Relazione sull'Elettrostatica

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Relazione su esperienza di laboratorio. Sei esperimenti sull'elettrostatica: cariche elettriche, campi magnetici etc. (8 pagine formato doc)

RELAZIONE DI FISICA RELAZIONE DI FISICA SULL'ELETTROSTATICA CARICHE ELETTRICHE E INTERAZIONE FRA DI LORO E CON L'AMBIENTE (CAMPI MAGNETICI) Esperienza di Laboratorio del 26/09/2006 Mammoliti Enrico 4°L 02/10/2006 OBIETTIVI DELL'ESPERIENZA Cercheremo attraverso vari esperimenti tramite utilizzo di vari strumenti di dimostrare la validità delle leggi più importanti che caratterizzano lo studio dell'elettrostatica: la presenza cariche di segno positivo o negativo su diversi corpi per elettrizzazione, le proprietà di interazione fra queste cariche (repulsione e attrazione), esistenza del campo elettrico con delle determinate linee di forza e la presenza su di esso di cariche solo esternamente e non internamente.
PRIMO ESPERIMENTO Determinazione dell'esistenza delle cariche, repulsione e attrazione fra di esse OBIETTIVO DELL'ESPERIMENTO Verificare l'effettività dell'elettrizzazione per strofinio e quindi della presenza in fisica di due cariche elettriche: una positiva (vetrosa) e una negativa (resinosa).
Dimostrare poi che l'avvicinamento di due cariche uguali provoca repulsione fra i corpi elettrizzati, mentre l'avvicinamento di due cariche di segno opposto provoca attrazione fra i corpi elettrizzati. MATERIALE UTILIZZATO Due Bacchette, una di vetro e una di plastica Un panno di lana Un'asta con appese due sferette di polistirolo tramite due fili di cotone (materiale altamente isolante e umidificante). Un piccolo ventilatore PROCEDIMENTO Prendiamo un'asta con appese due sferette di polistirolo (materiale altamente isolante e umidificante) tramite due fili di cotone e quindi le due bacchette. Strofinando le medesime sul panno di lana e avvicinandola una per volta alle due sferette otterremo effetti diversi. Inizialmente prendiamo la bacchetta di vetro, strofiniamola e avviciniamola alle sferette fino a toccarle (elettrizzazione per contatto): vedremo queste ultime prima essere attratte dalla bacchetta, acquistando così le cariche, e allontanandola vedremo le due sferette non avvicinarsi mai a causa della repulsione provocata dall'uguaglianza delle loro cariche. Allo stesso modo, riavvicinando la stessa bacchetta, le due sferette non verranno più attratte da essa ma verranno respinte poiché aventi la stessa carica. Verifichiamo ora l'effetto che ha sulle sferette la bacchetta di plastica. Per togliere la carica alle sferette e fargli riacquistare la loro neutralità, basterà aspettare un po' di tempo o, in mancanza di esso, far soffiare su di esse del vento con un piccolo ventilatore in modo da far volare via immediatamente le cariche. L'effetto prodotto è identico, poiché le cariche sono ora opposte alle prime, ma pur sempre uguali fra loro, e verrà quindi prodotto inizialmente un effetto di attrazione fra bacchetta e sferette per poter acquistare le cariche, e successivamente di repulsione. Proviamo ora a utilizzare entrambe le bacchette nella medesima prova: elettrizzando col panno di lana, per esempio, la bacchetta di vetro e avvicinandola alle due