Ricerca sul motore a scoppio

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Ricerca sul motore a combustione interna e sulla macchina termica motrice: il funzionamento, le tipologie e le caratteristiche (6 pagine formato doc)

RICERCA SUL MOTORE A SCOPPIO

Motore a scoppio.

Macchina termica motrice, in grado di trasformare in energia meccanica l’energia termica prodotta durante il processo di combustione che avviene in una camera a volume variabile (motori discontinui, o motori a scoppio) o a volume costante (motori continui), parte integrante del motore stesso. Sono discontinui i motori alternativi ad accensione comandata, detti anche a ciclo Otto, alimentati a combustibile liquido (benzina o miscela alcol-benzina) o gassoso (gas di petrolio liquefatto o metano), i motori rotativi ad accensione comandata, come il motore Wankel, alimentati a benzina, e i motori alternativi ad accensione spontanea, più noti come motori diesel perché funzionanti a ciclo Diesel, alimentati generalmente a gasolio. Sono invece motori continui le turbine a gas, i motori a getto, impropriamente ma comunemente detti a reazione, e i motori a razzo.

Nascita e sviluppo del motore a scoppio: tesina


MOTORE A SCOPPIO 4 TEMPI

2.    Classificazione.

Esistono diversi tipi di motori alternativi a combustione interna e la loro classificazione viene effettuata in base a considerazioni di utilità: la principale distinzione riguarda il tipo di alimentazione utilizzata, che può essere a carburazione o a iniezione, e il meccanismo di accensione del carburante, che permette di distinguere fra motori ad accensione a scintilla o ad accensione spontanea. Altri tipi di classificazioni riguardano il carburante utilizzato (benzina, gasolio, metano ecc.), il tipo di ciclo di funzionamento, il numero di tempi del ciclo (due o quattro) o il numero dei cilindri (monocilindrici o policilindrici), la velocità di funzionamento o il tipo di raffreddamento utilizzato.
Della massima importanza sono i motori a ciclo Otto e i motori a ciclo Diesel. I primi (talvolta detti erroneamente "a benzina", perché possono essere indifferentemente alimentati con altri carburanti) sono i più largamente impiegati nella propulsione di automobili, motociclette, ciclomotori e altri veicoli. I secondi sono impiegati principalmente nella propulsione navale, nei trattori e negli autoveicoli pesanti, pur essendo spesso utilizzati anche nelle automobili. Gli uni e gli altri sono prodotti nelle versioni a quattro tempi e, nelle piccole cilindrate, a due tempi.

Tesina sulla rivoluzione industriale e il motore a scoppio


MOTORE A SCOPPIO: FUNZIONAMENTO

3.    Elementi del motore. La conversione di energia è caratterizzata dal ciclo di trasformazioni (ciclo termodinamico) subite dal fluido motore, il mezzo attivo responsabile di immagazzinare e trasferire l’energia da una parte all’altra del motore. Il mezzo può essere costituito da aria (ciclo Diesel) o da una miscela aria-benzina (ciclo di Beau de Rochas, anche chiamato ciclo Otto, caratteristico del motore a quattro tempi). Il ciclo termodinamico permette la valutazione del rendimento ideale del motore. In pratica, l’efficienza del motore va calcolata per il ciclo reale, in cui si tiene conto di numerosi effetti non ideali, quali la dispersione del calore, i ritardi di apertura e chiusura delle valvole, la durata del processo di combustione, la decomposizione chimica dei gas prodotti dalla combustione, che in definitiva causano la variazione di quelle grandezze termodinamiche, considerate viceversa costanti nel corso di un ciclo ideale.

Nascita e invenzione del motore a scoppio: riassunto


MOTORE A SCOPPIO 2 TEMPI

I motori diesel e quelli a ciclo Otto hanno in comune numerosi componenti. In entrambi la camera di combustione è costituita da un cilindro in cui si muove un pistone (o stantuffo) collegato, mediante una biella, al bottone di manovella dell’albero motore. Questo è detto anche albero a gomiti per la sua particolare forma, che consente di trasformare in moto rotatorio continuo il moto rettilineo alternativo del pistone. Nei motori policilindrici le manovelle dell’albero a gomiti sono sfalsate una rispetto all’altra, in modo che la potenza dei singoli cilindri venga applicata all’albero stesso in sequenza regolare durante la rotazione. Gli alberi a gomiti sono dotati di pesanti volani e contrappesi che, grazie alla loro inerzia, riducono al minimo le irregolarità nel movimento dell’albero.