Sistema vestibolare, equilibrio e locomozione

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Controllo dell’equilibrio
Quando l’equilibrio è minacciato da forze esterne, gli stessi segnali sensoriali danno origine a reazioni posturali, cioè ad attivazioni riflesse, fasiche e coordinate, che interessano molti muscoli e agiscono in modo da riportare il corpo in posizione di equilibrio.
Al controllo dell’equilibrio quindi partecipano i circuiti spinali (riflesso miotatico e miotatico inverso), ma anche le vie vestibolospinali, il cervelletto, i riflessi visivi e sistemi reticolari. Si deve poter controllare la postura sia in condizioni statiche che dinamiche.
Quando si è stabili in una determinata posizione statica (stare in piedi), il corpo oscilla attorno alla posizione di equilibrio (oscillazioni attorno alla articolazione della caviglia e in minima parte anche al livello dell’anca). 


La visione ovviamente rivesta un ruolo fondamentale nel controllo della postura.
Le vie vestibolari si attivano quando cambia la posizione della testa nello spazio, le cervicospinali quando si sposta la testa rispetto al tronco.
Importante è anche il controllo dell’orientamento della testa che si mantiene lungo il piano di Francoforte. Stimoli destabilizzanti quindi producono reazioni posturali che coinvolgono numerosi muscoli e che prevengono la caduta.


Queste risposte posturali hanno una latenza compresa fra i 70 e i 100 ms e si manifestano quando il centro di massa esce di 10 mm dalla base di appoggio. L’esperienza riveste un ruolo importante. È stato dimostrato che ancor prima di compiere un movimento dapprima vengono attivati quei muscoli che favoriscono il mantenimento dell’equilibrio durante l’attuazione del movimento stesso che è stato precedentemente ideato a livello corticale.