Stati Uniti: popolazione, geografia ed economia

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Tesina di geografia sugli Stati Uniti d'America: popolazione, etnia, distribuzione geografia della popolazione, città principali, lingua e religione, istruzione e cultura, musica e teatro, economia, silvicoltura, pesca, risorse minerarie, industria, trasporti e politica (11 pagine formato doc)

STATI UNITI: POPOLAZIONE

Popolazione - La popolazione degli Stati Uniti è il risultato di un processo immigratorio imponente, il più grandioso della storia dell'uomo, avvenuto nel giro di un paio di secoli.

Nella seconda metà del Settecento vi erano negli Stati Uniti soltanto 3,9 milioni di abitanti, divenuti 23,2 alla metà del secolo successivo. A partire da quella data le ondate immigratorie si fecero via via più massicce, sino a raggiungere cifre di 9-10 milioni nel corso di appena un decennio, come è accaduto nei primi del Novecento.
Oggi la popolazione, etnicamente composita come in nessun altro paese al mondo, ma dominata culturalmente dall'elemento anglosassone, è di 260.340.990 abitanti (1994).
La sua distribuzione è molto ineguale. La parte più popolosa è la sezione orientale, dove si registrano densità medie superiori ai 150 abitanti per km2 (la densità media dell'intero paese è di appena 28 abitanti per km2), che si elevano alquanto nella regione occupata dalla cosiddetta Megalopoli atlantica, la corona di grandi città che si estendono tra Washington, DC e Boston.
La popolazione degli Stati Uniti è però caratterizzata, oggi come agli inizi del popolamento europeo, da una grande mobilità: negli anni Ottanta e all'inizio degli anni Novanta, ad esempio, si sono avuti massicci spostamenti dagli stati del Nord-Est e del Centro-Nord verso gli stati del Sud e dell'Ovest, accompagnati da una sempre crescente diversificazione per quanto concerne la composizione etnica, la lingua e la religione. Durante il decennio 1980-1990 si è verificato un incremento di 22.164.068 unità che, nella misura di circa il 54%, ha interessato gli stati di California, Texas e Florida, dovuto sia a spostamenti interni sia al maggior incremento naturale della popolazione di questi stati, dove sono presenti forti comunità di origine ispanica.

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STATI UNITI: POPOLAZIONE ETNICA

Composizione etnica - La popolazione degli Stati Uniti ha una composizione etnica estremamente diversificata e tutt'altro che stabilizzata. Così, ad esempio, se il totale della popolazione è cresciuto del 9,8% tra il 1980 e il 1990, pari cioè ad un incremento medio di poco inferiore all'1%, la popolazione degli afroamericani è aumentata del 14,2%, dai 26,7 milioni del 1980 ai 30,5 milioni del 1990. Le persone di origine ispanica sono passate da 14,6 milioni a 22,4 milioni fra il 1980 e il 1990, con un incremento pari al 53%. La popolazione dei nativi americani, praticamente decimati nelle terre migliori e più appetite dagli europei, è oggi di appena 2,1 milioni, comprendendo però gli inuit (eschimesi) e gli aleuti, secondo il censimento del 1990. Esso dava pari a 7,5 milioni il numero degli abitanti provenienti dalle isole dell'Asia e del Pacifico.
Sempre secondo il censimento del 1990, il gruppo maggiore (circa 58 milioni di americani) è di discendenza germanica, mentre 38,7 milioni hanno origini irlandesi e 32,7 milioni origini inglesi. Cospicuo è anche il numero degli abitanti di origine italiana e slava. La maggioranza bianca, durante gli anni Settanta e Ottanta, si è ridotta percentualmente sia per l'immigrazione proveniente dall'Asia, dall'America latina e da altre aree, sia per i tassi di crescita più elevati fra la popolazione di colore. In base a un censimento effettuato nel 1990 i bianchi costituiscono circa l'80% della popolazione statunitense, i neri il 12,3%, gli indiani d'America lo 0,8% e gli abitanti provenienti dalle isole dell'Asia e del Pacifico il 3%.

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STATI UNITI: POPOLAZIONE - LA DISTRIBUZIONE GEOGRAFIA DELLA POPOLAZIONE

Distribuzione geografica - All'inizio degli anni Novanta, le tendenze nella distribuzione geografica della popolazione statunitense continuavano a essere diversificate: la crescita demografica delle zone a Sud e a Ovest avveniva a spese degli stati delle regioni centrali del Nord e del Nord-Est. Nel 1990 la densità media della popolazione era di circa 28 unità per km2. I non bianchi e gli ispano-americani tendono a rimanere concentrati nelle medesime zone geografiche. Nel 1990, ad esempio, i neri costituivano più di un quinto della popolazione di sette stati, tutti nel Sud: Mississippi, South Carolina, Louisiana, Georgia, Alabama, Maryland e North Carolina. Circa il 46% dei nativi americani vivevano nell'Ovest e quasi tutti gli inuit e gli aleuti risiedevano in Alaska. Quasi la metà dei 7,3 milioni di abitanti provenienti dalle isole dell'Asia e del Pacifico erano in California e alle Hawaii, mentre il 65% dei 22,4 milioni di ispanoamericani vivevano in California, Texas, New York e Florida. I dati del censimento del 1980 mostravano nel precedente decennio un incremento della popolazione urbana di appena lo 0,1% dal 1970 al 1980, l'aumento decennale più esiguo in tutta la storia del paese.

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STATI UNITI: POPOLAZIONE E CITTA'

Città - Le città principali sono, per importanza di funzioni e numero di abitanti, New York (che con l'intero aggregato intorno alla foce del fiume Hudson accoglie oltre 18 milioni di abitanti) e Chicago (8 milioni di abitanti); seguono nell'ordine le conurbazioni di Los Angeles (14,5 milioni) e San Francisco (6,2 milioni), che formano insieme la megalopoli della costa occidentale, ormai in competizione con quella atlantica. Molte altre città svolgono importanti funzioni regionali, spesso con precise specializzazioni dal punto di vista economico. Esistono ben diciassette città con più di 2 milioni di abitanti, una trentina con più di un milione, comprendendo i vasti insiemi periferici che si estendono intorno al cuore affaristico dominato dagli ambiziosi grattacieli delle banche e delle corporations. Nel 1993 gli abitanti delle città costituivano il 75% della popolazione, quelli delle campagne il 25%.

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