La cartografia

Appunto inviato da pirawch99
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Breve resoconto sullo sviluppo della cartografia dal passato sino ai giorni nostri (4 pagine formato doc)

Sino a 50 anni fa, la cartografia era basata sulla cosiddetta “storia eurocentrica”: in base ad essa, l’Europa era sempre posizionata al centro delle cartine e rappresentata più grande, secondo un rapporto di riproduzione che rispecchiava la mentalità del periodo, rispetto agli altri continenti, che risultavano “schiacciati” ai margini della cartina geografica. Come è nata la cartografia? Sin dall’antichità, i documenti cartografici hanno risposto principalmente a due esigenze: - rappresentare i territori e le parti del mondo situati oltre l’orizzonte, di cui, di conseguenza, non si ha visione, ma dei quali è nota l’esistenza.
Avendo come limite l’orizzonte, gli uomini varcarono i loro “confini visivi”, rappresentando tutto ciò che era per loro fonte di novità: tale compito era affidato agli esploratori; - riprodurre in maniera dettagliata e precisa l’ambito e lo spazio abitativo in cui gli uomini vivevano quotidianamente (cartine topografiche). Nel primo caso la cartina geografica riflette le conoscenze acquisite, sia in modo diretto (tramite esplorazione di un determinato luogo e quindi a contatto diretto con esso) che in modo indiretto (tramite rielaborazione di informazioni circa uno specifico luogo, pervenute per mezzo di una “fonte esterna”); inoltre esprime la concezione filosofica del mondo (“cosmologia”): è “l’immagine” che l’uomo ha del mondo in cui vive. Nel secondo caso, invece, la funzione della cartina consiste nel creare un inventario di elementi ai fini di “costruire” uno strumento pratico che favorisca i movimenti e nel registrare le strutture spaziali (edifici e terreni), così da definire i limiti di proprietà. In ogni caso, nella cartografia è importante “inventariare” (descrivere in maniera precisa) gli ambienti del territorio. Ad esempio, nella figura qui a lato (figura n.1) è rappresentato il mondo conosciuto nella Mesopotamia settentrionale fra il 2400-2200 a.C.. Si tratta di una tavoletta d’argilla conservata al British Museum di Londra.
In essa sono riscontrabili: