I fenomeni carsici

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I fenomeni carsici I fenomeni carsici I fenomeni carsici sono particolari forme di erosione dovute all'azione solvente che le acque meteoriche esercitano nelle rocce solubili, come quelle carbonatiche (quali calcari, dolomie, calcari dolomitici) ed evaporitiche (quali anidrite, gesso, salgemma).
Essi prendono nome dal Carso, la regione calcarea situata alle spalle di Triste, dove questi fenomeni risultano molto sviluppati. In realtà le rocce calcaree e dolomitiche, di per sé, non sono solubili, ma lo diventano quando vengono a contatto con l'anidride carbonica contenuta nelle acque. Infatti, l'anidride carbonica, che le acque piovane prendono dall'atmosfera o derivata dalla decomposizione delle sostanze organiche, conferisce all'acqua un certo grado di acidità che le consente di attaccare e corrodere le rocce carbonatiche trasformando il carbonato di calcio, poco solubile, in bicarbonato di calcio, la cui solubilità è tre volte maggiore.
I principali fattori che determinano l'intensità dell'erosione carsica sono: 1)la quantità di anidride carbonica sciolta nell'acqua; 2) la quantità, la velocità e la turbolenza delle acque che vengono a contatto con i calcari; 3) il grado di fratturazione delle rocce, poiché le fratture costituiscono luoghi di penetrazione e di accumulo dell'acqua; 4) e la temperatura. L'erosione carsica può agire sia in superfice che nel sottosuolo. In superfice essa genera una notevole varietà di aspetti morfologici ed un paesaggio caratterizzato da un'alternanza di rocce nude biancastre con zone ricoperte da uno strato più o meno profondo di fertile suolo agrario. Infatti le rocce carbonatiche di solito contengono una certa quantità di minerali insolubili che si accumulano nelle depressioni formando le tipiche terre rosse, di natura argillosa e quindi impermeabili. Le forme di carsismo superficiale Le principali forme di carsismo superficiale o epigeo, dal greco epí = “sopra” e ghé = “terra”, sono i campi carreggiati o solcati, le doline, gli uvala e i polje. I campi carreggiati, così chiamati per la somiglianza che a volte hanno con i solchi lasciati sul terreno dalle ruote di un carro agricolo, sono superfici calcaree a lieve pendenza incise da «solchi» più o meno paralleli, profondi da qualche centimetro a qualche metro, e separati da creste piatte o arrotondate, o anche aguzze. Tali “solcature carsiche” sono prodotte dall'azione, essenzialmente chimica, delle acque che scorrono in superfice nelle zone in cui la pendenza è tale da non favorire l'infiltrazione nel sottosuolo. Le doline sono cavità circolari a forma di imbuto, di scodella o di ciotola, che hanno un diametro variabile da pochi metri ad un chilometro ed una profondità che può giungere fino a 200 metri. L'acqua che vi si accumula, penetrando tra le fratture della roccia, le allarga e le approfondisce sempre di più. Le doline con pareti verticali e con forma più o meno cilindrica si dicono “pozzi”. Gli uvala sono c