Geografia del Rinascimento: riassunto

Appunto inviato da kebabbaro
/5

approfondimento sulle conoscenze geografiche e mappamondi durante il periodo rinascimentale. Riassunto sulla geografia del Rinascimento (3 pagine formato pdf)

GEOGRAFIA DEL RINASCIMENTO: RIASSUNTO

Geografia del Rinascimento.

Fin dall'antichità le prime carte geografiche furono realizzate per scopi pratici come il conoscere il corso dei fiumi o itinerari e tempi di percorrenza. Quest'arte fece grandi progressi nella Grecia classica poichè la Terra iniziò a essere studiata come corpo celeste. Il principale personaggio del tempo (e anche di quelli a seguire fino al XV secolo) fu Tolomeo che segnò sulla carta della Terra le località allora esistenti (circa 8000). Essa fu inizialmente conosciuta dagli arabi che la tradussero, mentre restò semi-sconosciuta in Occidente fino al XV secolo quando nel 1409 Jacopo Angelo portando con se anche delle carte, rese nota la traduzione della Geografia di Tolomeo.

La Geografia di Tolomeo: riassunto


GEOGRAFIA RINASCIMENTALE

Angelo era l'allievo di Emanuele Crisolora, un bizantino dotto che si stabilisce a Firenze nel 1400.

L'opera tradotta è dedicata a Papa Alessandro V e ottiene una grande diffusione, tanto che tutti i viaggiatori si riferiscono ad essa. Grazie all'avvento della stampa la Geografia di Tolomeo ottiene ancor più divulgazione e la prima edizione stampata a Vicenza nel 1475 è ricchissima di carte. Quest'opera è composta da 2 parti: la prima contenente una parte generale in cui si citano le carte, i luoghi e la toponomastica, mentre la seconda presentava gli 8000 nomi di luoghi conosciuti. Essa però basandosi su una
geografia dotta e non una empirica (esperienze vissute) conteneva molti errori come l'assenza della Scandinavia, la minuscola rappresentazione della Penisola Indiana e quella gigantesca dell'Isola di Silon. Nonostante questi sbagli i più grandi viaggiatori e scopritori dell'epoca come Cristoforo Colombo la utilizzarono.

Storia della cartografia: appunti di geografia


GEOGRAFIA NEL RINASCIMENTO

Scoperte le nuove terre d'America le prime relazioni circolano oralmente, ma in ambiente accademico non vengono accettate poichè ricorreva ancora lo studio delle carte di Tolomeo. Molto importanti erano le stampe dei reali che comunicavano al Papa le scoperte (per poi poter effettuare una cristianizzazione), ma essi si facevano molti problemi prima di comunicarle agli altri reali (si creano piccoli segreti di stato). Le scoperte sono avvolte da un alone di leggenda: le lettere tendono a tacere i confini, ma si soffermano a lungo sulle persone che erano viste o come animali o come anime beate che vivono in simbiosi con la natura. Si crea così il mito del buon selvaggio che sarà importante con Rousseau. Li stessi Colombo (che usa anche un lessico cavalleresco) e Vespucci danno maggior rilievo ai caratteri etnici. Una delle prime opere risale al 1507 ed è pubblicata da Montalboddo intitolata : " Mondo novo e paesi nuovamente ritratti da Alberico Vespuzio fiorentino". Essa è stutturata in 6 parti: le più importanti sono la 3° in cui si narra dei viaggi portoghesi in Guinea e nelle Indie e la 5° nella quale è illustrato il viaggio di Vespucci in Brasile. È ignorato il 4° viaggio di Colombo. Il 1° invece fu documentato da una lettera indirizzata al Cancelliere d'Aragona Luis de Santangie scritta nel 1493.

 

Storia della Cartografia: riassunto di storia