Napoli

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Nàpoli GeografiaCittà capoluogo dell'omonima provincia e della Campania, situata a 17 m sulla costa tirrenica, nella parte più interna del golfo che dalla città prende il nome.
Comune di 117,27 km2 con 1.073. 212 abitanti. L'abitato si stende ad anfiteatro su due ampie insenature falcate, separate da un tozzo aggetto peninsulare, adagiandosi sulle pendici dei rilievi retrostanti (Campi Flegrei) e spingendosi a NE su una fertile pianura, che si apre tra i Campi Flegrei e il Vesuvio ed è percorsa dal f. Sebeto. Posta in uno scenario incantevole, fra i più belli e celebrati del Mediterraneo, la città ha manifestato una poderosa tendenza agglomerativa, saldando a sé i numerosi e popolosi centri che le fanno corona in uno dei paesaggi più intensamente urbanizzati d'Italia. UrbanisticaIl nucleo originario sorse probabilmente sull'isolotto di Megaride, su cui fu poi eretto Castel dell'Ovo, e alla base della collina di Pizzofalcone, estendendosi poi, in età greca e in età romana repubblicana, più a NE, dove l'abitato ebbe una regolare struttura a scacchiera con lunghe strade ortogonali, ricalcate ora dai tracciati delle vie San Biagio dei Librai, dei Tribunali e della Sapienza.
L'abitato si estese già in età romana imperiale oltre l'originaria cinta muraria, espandendosi ulteriormente in epoca medievale e perdendo la regolarità dello schema urbanistico romano anche per la necessità di adattamento alla topografia della zona. Divenuta la città capitale di un vasto regno, sotto gli Angioini e gli Aragonesi ebbe luogo una cospicua espansione edilizia, che interessò successivamente le aree intorno al nucleo romano. All'epoca del viceré Pietro di Toledo, si svilupparono nella zona a SW della cinta muraria, fra la costa di Santa Lucia e la base del colle di Sant'Elmo, i cosiddetti quartieri spagnoli, con struttura regolare e strette vie chiuse da alti fabbricati. A quell'epoca risale pure l'apertura dell'ampia via Toledo (ora via Roma), che divenne ben presto la maggior arteria cittadina, sostituendo in questa funzione l'odierna via dei Tribunali, cioè l'antico decumanus maximus della città romana. Nel sec. XVIII l'abitato si estese ancora ampiamente alla base della collina di Capodimonte intorno all'Albergo dei Poveri e sulle pendici del colle di Capodichino. Venivano intanto costruite le regge di Capodimonte e di Portici e il Teatro San Carlo e aperte nuove arterie, quali gli odierni corso Garibaldi e via del Duomo. Un vasto rinnovamento urbanistico ed edilizio ebbe luogo all'indomani dell'epidemia colerica del 1884: buona parte dei quartieri più antichi fu abbattuta o sventrata, dando origine a nuove importanti direttrici urbane, quale specialmente l'ampio corso Umberto I con le sue diramazioni delle vie Sanfelice e Depretis. Con l'inizio del sec. XX, migliorate le condizioni igienico-sanitarie e potenziate le attività industriali e portuali, lo sviluppo demografico e urbanistico assunse un ritmo più veloce; l'abitato si estese rapidamente in pochi decenni s