I parchi naturali italiani

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Anno di istituzione 1934 Anno di istituzione     1934Quant'è grande     8.500 ettariEnte gestore     Ex A.S.F.D.
- Via Carlo Alberto 107 - 04016 Sabaudia tel. 0773/511386 Si racconta che fu proprio sul promontorio del Circeo, isolato sulla pianura pontina e proteso sul Tirreno, che Ulisse, di ritorno dalla guerra di Troia, fu attirato e sedotto dalla maga Circe. Questo lembo della costa tirrenica era però famoso anche per le sue foreste, citate da Teofrasto nel primo trattato di botanica della storia, alla fine del III secolo a.C. Le selve pontine che si stendevano tutt'intorno poi, non hanno mai smesso di attirare l'attenzione dei viaggiatori, da Cicerone a D'Annunzio. Immense, impenetrabili, rifugio di una fauna oggi inimmaginabile, formavano quasi una sola grande palude, condizione un tempo comune a buona parte delle coste tirreniche dell'Italia centrale.
Quasi tutte, nel corso dei secoli, sono state bonificate per ricavarne terreni agricoli. Le paludi pontine, con i loro 30.000 ettari di estensione, erano le più grandi di tutte. I racconti dei viaggiatori le ricordano coperte da una selva dal sottobosco impenetrabile, composta di querce secolari e colossali, allagata per buona parte dell'anno e quasi disabitata a causa della malaria. Un luogo selvaggio e sinistro, dunque, eppure stranamente affascinante, frequentato durante l'inverno dai cacciatori per l'abbondanza di cervi, cinghiali, caprioli, lontre, volpi, martore, puzzole. Questa grande foresta di pianura, l'ultima d'Italia e d'Europa, è rimasta immutata fino al 1920, quando venne iniziata la grande bonifica. In quattordici anni vennero distrutti 21.000 ettari di bosco e di macchia, scavati 2665 chilometri di canali collettori e 15.000 chilometri di scoline per l'acqua, costruiti 1562 chilometri di strade e venne fondata la città di Sabaudia. L'attuale parco nazionale del Circeo costituisce quanto si è salvato da quella radicale trasformazione territoriale. Grazie agli sforzi dell'Amministrazione forestale vennero infatti salvati 3260 ettari dell'antica selva di Terracina. Nel 1934, insieme al promontorio del Circeo, al lago di Paola e a un piccolo tratto di duna costiera, questi andarono a costituire il parco del Circeo, il terzo parco nazionale italiano dopo il Gran Paradiso e quello d'Abruzzo. Nel 1975 furono inclusi nel parco i tre laghi costieri di Monaci, Caprolace e Fogliano, e nel 1979 la vicina isola di Zannone. Il parco è un mosaico prezioso di ambienti costieri mediterranei: alta costa rocciosa sul promontorio, bassa duna sul litorale pontino, laghi costieri tra la duna e la foresta planiziaria. La selva Il grande rettangolo di foresta alle spalle di Sabaudia, appena un quarto dell'originaria selva di Terracina, è tuttavia la più grande foresta di pianura rimasta nel nostro paese. Il prosciugamento delle paludi e l'abbassamento della falda acquifera ne hanno leggermente alterato la composizione e gli alberi più legati agli ambienti umidi stanno cedendo il posto a specie megli