Le placche: appunto di geografia

Appunto inviato da hailie03
/5

Secondo Wegener, nitorno a 200 milioni di anni fa, sarebbe esistito un “supercontinente” detto pangea che, smembrandosi, originò la distribuzione attuale delle terre emerse (2 pagine formato doc)

TETTONICA DELLE PLACCHE TETTONICA DELLE PLACCHE.
Secondo Wegener, nitorno a 200 milioni di anni fa, sarebbe esistito un “supercontinente” detto pangea che, smembrandosi, originò la distribuzione attuale delle terre emerse. Egli ipotizzava che le aree continentali si spostavano come zattere a bassa densità su di un involucro a densità elevata, grazie all'attrazione mareale del Sole e della Luna che contrastava la rotazione verso Est della Terra. Contemporaneamente si avevano movimenti delle masse continentali provocati dalla forza centrifuga dai poli verso l'equatore. Wegener portò prove geofisiche, geologico-strutturali, paleontologiche e paleoclimatiche: Prove di tipo geofisico, erano noti il principio dell'isostasia e accertati i movimenti verticali.
Prove di tipo geologico, dalla corrispondenza delle serie geologiche affioranti lungo il Sudamerica e l'Africa. Prove di tipo geologico-strutturali, unendo i continenti divisi dall'Oceano Atlantico, si denota una certa unitarietà nelle catene montuose formatesi nel Paleozoico. Prove di tipo paleontologico, dal riscontro di faune paleozoiche ed in particolare un rettile, il mesosaurus, con forme identiche sia in Brasile che in Africa meridionale, ovvero le aree separate dall'oceano sarebbero state unite da “ponti continentali”. Prove di tipo paleoclimatico, osservando depositi glaciali (morene e tilliti) e depositi carboniferi con la loro distribuzione, si notavano condizioni climatiche precise, ovvero un'area unica glacializzata prossima al polo Sud, detta gondwana, con i continenti al Nord riuniti vicino all'equatore, come testimoniato da una ricca flora tropicale che ha originato i depositi carboniferi). Dopo le critiche, Holmes ipotizzò che il “motore” di tutti gli spostamenti fosse originato da moti convettivi in un involucro sottostante, intuendone solamente l'esistenza. Si ebbero quindi ulteriori teorie, per la non completa indiscutibilità di queste affermazioni: le “teorie fissiste” con i continenti immobili ma con dei ponti continentali che si spostavano verticalmente, giustificando in questa maniera i sollevamenti delle catene montuose, dovuto a contrazioni da raffreddamento della superficie terrestre; la teoria di Wegener e la “teoria attuale”. Con lo sviluppo degli studi oceanografici e dei fondi oceanici si giunse alla definizione di aree caratterizzate da: Bacini, con un'estensione notevole a profondità media di 4000-5000 metri di profondità, una morfologia subpianeggiante. Sono presenti rilievi di origine vulcanica, quali i monti sottomarini (seamounts) e i guyots. I primi darebbero luogo ad isole vulcaniche se emergessero, i secondi si distinguono per la loro forma a tronco di cono e la superficie esterna piatta, dovuta all'erosione delle onde in movimento oppure forme originarie non erose. Dorsali oceaniche, aree rilevate che formano un sistema lungo i 60 mila Km e si elevano dal fondo marino sino a 1500-2000 metri. Lungo