Filosofia del diritto: cos'è e autori

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Appunti per l'esame di filosofia del diritto: definizione, filosofi e autori (7 pagine formato doc)

FILOSOFIA DEL DIRITTO COS'E'

Che cos'è la filosofia del diritto? Il diritto è un sistema di regole che quotidianamente investono il comportamento degli uomini riuniti in società in un determinato momento storico, su un certo territorio.

Una delle distinzioni più note all’interno del dibattito sulla filosofia del diritto è quella che assegna tre possibili campi alla ricerca del filosofo del diritto. Il problema ontologico consisterebbe nel tentare di dare una risposta su che cos’è il diritto, non quali valori realizza ed è l’oggetto della teoria generale del diritto. È diverso dal problema sociologico o fenomenologico, che si chiede quanto effettivo sia il sistema giuridico.
Quindi di una norma, o di un sistema, può predicarsi la validità (oggetto della teoria generale del dir.), l’effettività (ogg.sociologia del dir.), la giustizia (ogg.fil.del dir., problema deontologico). Un’indagine filosofico-giuridica coinvolge entrambi gli elementi (ont. e fen.). La validità e l’efficacia devono essere presenti ed in connessione, poiché un sistema giuridico è valido se dotato, in qualche misura, d’effettività.

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FILOSOFIA DEL DIRITTO: DEFINIZIONE

DIRITTO NATURALE, DIRITTO POSITIVO E PROCESSO DI NORIMBERGA - Il contrasto fra dir.nat.e dir.pos. sotto un profilo giuridico ha senso solo quando si deve applicare una legge che si ritiene in contrasto con il diritto naturale, e si deve scegliere se la legge ritenuta ingiusta deve cmq trovare la sua applicazione (giuspos.) o essere considerata non valida e quindi disapplicata (giusnat.) Il diritto naturale è un fenomeno riemerso all’indomani delle due guerre mondiali, e fu operato durante lo svolgimento del processo di Norimberga. Nacque dall’esigenza che le forze alleate, vittoriose, di non far passare in silenzio i crimini commessi, perché l’olocausto violò le regole minime di comportamento legittimo in guerra (ius in bello) affermando che non si trattasse di vero diritto. Il problema era giuridico, e verteva sul fatto se era possibile giustificare gli inquisiti che avevano obbedito a degli ordini, e agivano nelle norme del diritto positivo di quel tempo. Ma gli ordini erano ingiusti e come tali non andavano eseguiti (interpretazione giusnat.).

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FILOSOFIA DEL DIRITTO: AUTORI

A Londra fu fissato lo Statuto della Corte, dove erano distinti i crimini in quelli di guerra, di pace e d’umanità e fissate le norme alle quali il tribunale internazionale doveva rifarsi. Furono violati, durante il processo, due principi del diritto penale.1) Nulla pena, sine pregiae, cioè non si può fare una legge dopo che il fatto sia avvenuto.2) Terziarietà del giudice, cioè “nemo index in causa sua”, cioè nessuno può essere giudice in una causa che lo vede coinvolto. K. pensò ad un processo politico, perché i giudici erano tenuti ad applicare sanzioni solo nei confronti dei vinti tacendo su altri avvenimenti (Nagasaki). Pur movendo critiche contro la composizione del tribunale, K. non dubita della necessità di condanne anche se poggiavano su leggi retroattive, anche se non può essere considerato un buon precedente, per i principi penali violati Fu rispettato solo il principio “nulla pena, sine iuricio”(nessuna pena senza giudizio).

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FILOSOFIA DEL DIRITTO: APPUNTI

La comm. ONU per i dir.internazionali elaborò in un testo da consegnare agli stati membro con i principi di Norimberga, che stabilivano:
1. Il principio di responsabilità personale
2. Il primato del diritto internazionale su quello interno
3. Nessun’immunità concessa sulla base della teoria degli atti della sovranità
4. Nessun’immunità concessa sulla base di un ordine superiore
5. Il diritto ad avere un processo equo
6. Stabiliti i criteri per l’individuazione dei crimini di pace, di guerra e contro l’umanità
7. Anche la complicità è un crimine di diritto internazionale.