Riassunti di Diritto privato

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Le fonti, le norme giuridiche, il rapporto giuridico, i beni, i diritti reali, i diritti reali di godimento limitato, il possesso, le obbligazioni, il contratto, responsabilità da atti o fatti illeciti, successioni. (doc, 49 pag) (0 pagine formato doc)

21 21.02.2000 LE FONTI Diritto pubblico e diritto privato.
Il diritto si distingue in due grandi sistemi di norme: pubblico e privato. Questa è una distinzione che deriva dal diritto romano, anche se oggi la distinzione non è più così netta. Il diritto privato si occupa dei rapporti tra privati mentre quello pubblico si occupa dei rapporti in cui lo stato, o un ente pubblico, è implicato per le sue funzioni di interesse pubblico. Oggi c'è una forte tendenza generale alla privatizzazione; ad esempio, il giudice amministrativo è stato da poco sostituito da quello del lavoro nei casi di vertenze dei lavoratori dipendenti degli enti pubblici. I rapporti tra privati restano comunque solo oggetto del diritto privato.
Il diritto privato è neutrale e comune con valenza a carattere generale in alcuni settori come i contratti, o la responsabilità da illecito civile, che sono uguali anche per gli enti pubblici. La terminologia è importante; in diritto privato il possesso non è la stessa cosa della proprietà, ma spesso le definizioni non sono dettate dalla legge, ed allora se ne occupa la dottrina e la giurisprudenza, che elaborano i concetti e ne danno la corretta definizione. L'insieme di regole ed istituti collegati fra loro sono un sistema giuridico, perché sono uniti organicamente e sistematicamente. Fonti di norme privatistiche possono essere: il codice civile, le leggi speciali, i trattati della comunità europea, la costituzione, ecc. Ma anche i trattati internazionali, ad esempio in tema di adozione internazionale; oppure anche alcune leggi regionali. Ci sono poi le fonti secondarie come i regolamenti della pubblica amministrazione, come, per esempio, i provvedimenti di delegificazione. Poi ci sono le fonti extra ordine, come i contratti collettivi di lavoro ed altre. In fine gli usi e le consuetudini, anche se oggi hanno scarsa rilevanza per effetto dell'avvento delle norme imperative, che sono l'unica fonte fatto del nostro ordinamento. Le consuetudini hanno invece ancora importanza nel diritto internazionale, nei rapporti tra stati. La fonte principale è il codice civile, anche si è ridotta la sua rilevanza per effetto della successiva emanazione della costituzione e delle leggi speciali che lo hanno seguito. Il codice rispecchia quei valori che nel '42 erano molto sentiti: l'impresa, le attività produttive ed il lavoro, le norme del codice devono essere lette a riflesso della costituzione del '48 che privilegia le libertà individuali. L'esistenza di molte leggi speciali non ridimensiona drasticamente il codice, rispetto ai principi generali del quale le leggi speciali devono ricondursi, fatta ammenda ai valori costituzionali. Le leggi speciali integrano il codice. Tra le fonti sono in aumento quelle comunitarie. Nell'età moderna il codice come fonte di cognizione si è affermato con la rivoluzione francese, cioè con l'affermarsi del principio d'uguaglianza. La rivoluzione francese e gli effetti che ne seguirono, fece in modo di unificare il dirit