La Bonorum possessio

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La Bonorum Possessio La Bonorum Possessio Si sviluppò dall'ultima età repubblicana un sistema di successione pretoria che si attuava appunto mediante la concessione della bonorum possessio.
Ebbe origine nel dicere vindicias con cui il magistrato alla fine della fase in iure della legis actio sacramenti in rem, provvedeva all'assegnazione ad una delle parti del possesso provvisorio della cosa in contestazione; pertanto, nel caso di controversia di eredità, dei beni ereditari. Da età preclassica(agere in rem per sponsionem) e poi formula petitoria, il pretore continuò l'assegnazione provvisoria del possesso (ma all'inizio della fase in iure)quando questione su quale delle parti fosse in effetti nel possesso dell'eredità e dovesse quindi in quanto possessore sostenere la lite nel ruolo (più vantaggioso) di convenuto. Il pretore assegnava il possesso interinale (bonorum possesso) in favore della persona che egli apparisse più probabile erede o che , affermandosi tale, desse maggiori garanzie per la restituzione in caso di soccombenza.il litigante che nelle more del giudizio avesse mantenuto il Possesso avrebbe prestato satisdatio ossia una stipulatio con intervento di garanti :pro prede litis et vindiciarum (nell'agere in rem per sponsionem) iudicatum solvi (se si agiva con formula petitoria).
Ma da tarda età repubblicana il magistrato usò concedere la bonorum possessio non tanto più al probabile erede o sedicente tale che desse più garanzie, quanto in favore della persona che, pure a prescindere dalle regole del ius civile, per ragioni di opportunità suggerivano che venisse alla successione del de cuius-quindi non solo in caso di controversia. ----------------------------------------------- andò perdendo la sua originaria valenza solo processuale e divenne istituto di diritto sostanziale: gli editti pretori andarono indicando a quali soggetti e in quale ordine avrebbero dato la bonorum possessio; le regole si stabilizzarono finché Adriano con la codificazione dell'editto a opera di Salvio Giuliano + o - 130 d.C. per altro pure dopo tale codificazione, il pretore avrebbe potuto emanare eccezionalmente provvedimenti “decretali” sganciati da ogni previsione edittale e pertanto concedere bonorum possessio per situazioni che non trovavano riscontro nell'editto e vi provvedeva con decretum e causa cognita.si parlò così di bonorum possessio decretalis e bonorum possessio edictalis. La qualifica di bonorum possessor rimase distinta da quella di erede: Erede era il successore universale secondo ius civile Bonorum possessor il successore universale secondo iure pretorio Questo perché il pretore non poteva annullare formalemente le posizioni soggettive riconosciute iure civili, ma poteva annullare certe situazioni o favorirne altre. Per la presa di possesso del complesso ereditario al bonorum possessor, al posto dell' hereditatis petitio , diede l'interdictum quorum bonorum , un interdictum adipiscendae possessionis, all'uopo espressamente contemp