La protezione dell'ambiente marino

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Nell'evoluzione del diritto internazionale, non solo del mare, la protezione dell'ambiente ha un posto sempre più importante. Diritto alla navigazione. (3 pagg., formato word) (0 pagine formato doc)

Untitled LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE MARINO Nell'evoluzione del diritto internazionale, non solo del mare, la protezione dell'ambiente ha un posto sempre più importante.
Due norme consuetudinarie sono emerse dalla pratica e dalle convenzioni: 1. E' fatto divieto ad uno stato di inquinare il territorio di un altro stato o uno spazio posto al di là delle giurisdizioni nazionali; 2. Gli stati hanno l'obbligo di cooperare al fine della protezione dell'ambiente e della prevenzione dell'inquinamento. Norme che trovano ampia applicazione in materia di mare tanto da essere confermate dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Conferma della prima norma: Nella cnudm troviamo una definizione di inquinamento specificamente elaborata per l'ambiente marino: introduzione diretta o indiretta, da parte dell'uomo, di sostanze o di energia nell'ambiente marino, compresi gli estuari, quando essa può avere effetti nocivi, quali danni alle risorse biologiche o alla fauna e flora marine, rischi per la salute dell'uomo, intralcio alle attività marittime, comprese la pesca e le altre utilizzazioni lecite del mare, alterazione della qualità dell'acqua di mare dal punto di vista della sua utilizzazione e degradazione dei valori di gradimento.
In particolare si ricordi il divieto del cosiddetto inquinamento transfrontaliero, il quale consiste nell'inquinamento originante dalle attività sottoposte alla giurisdizione di uno stato che produce i suoi effetti negativi sugli altri stati o il loro ambiente, con il dovere per ogni stato di evitare che l'inquinamento risultante da incidenti o da attività sottoposte alla sua giurisdizione o controllo si estenda al di là delle zone ove essi esercitano diritti sovrani. Certamente allora fra le attività sottoposte a giurisdizione di uno stato sono quelle compiute dalle navi che battono la sua bandiera. Inoltre il divieto di inquinamento marino e' così importante da essere preso in considerazione, seppure de iure condendo, nel progetto sulla responsabilità internazionale adottato dalla Commissione del diritto internazionale delle Nazioni Unite. Conferma della seconda norma Sempre in ambito della cnudm troviamo ribadito l'obbligo della collaborazione, diretto o tramite apposite organizzazioni, un obbligo al comportamento in buona fede in pratica, che per es. impone uno stato ad informare gli altri sulle attività a sua conoscenza suscettibili a creare inquinamento, oppure a consultarsi e a partecipare a negoziati in materia. Al proposito la partecipazione doverosa ai negoziati non si esplicita in un semplice dovere formale, bensì le trattative devono essere avviate con lo scopo di arrivare ad una soluzione, e ciò non e' compatibile, in caso di posizioni divergenti, con il mantenimento assoluto e inamovibile delle proprie posizioni. La collaborazione può poi concernere la elaborazione di piano di urgenza in caso di pericoli, programmi di ricerca scientifica, assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo. Un grave limite