Omero

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Appunto sulla vita e sulla questione omerica semplice e schematica (2 pagine formato doc)

Omero : Nome tradizionalmente assegnato al presunto autore dell'Iliade e dell'0dissea, i più grandi poemi epici dell'antichità Omero : Nome tradizionalmente assegnato al presunto autore dell'Iliade e dell'0dissea, i più grandi poemi epici dell'antichità e le prime rilevanti testimonianze della letteratura greca.
Non si sa nulla della vita di Omero (per la tradizione più antica era un aedo cieco nativo di Chio, anche se erano molte le città che ne vantavano i natali), ed è pure dibattuta la questione se si possa attribuire a questo poeta, se mai è davvero esistito, la composizione dei due poemi. I dati linguistici e storici consentono tuttavia di affermare che l'Iliade e l'Odissea maturarono, in una fase collocabile tra il IX e l'VIII secolo a.C., negli ambienti di cultura greca fiorenti sulla costa occidentale dell'Asia Minore.
Della vita di Omero, al quale è tradizionalmente attribuita la composizione dei due massimi poemi epici del mondo antico, l'Iliade e l'Odissea, non si sa nulla: né quando visse, né dove. Alcuni dubitano persino che sia mai esistito, ma la leggenda più conosciuta tramanda che fosse un cantore cieco originario di Chio.A Omero sono stati attribuiti, anche se in modo assai controverso, i cosiddetti Inni omerici, 34 brevi composizioni a celebrazione degli dei (Demetra, Afrodite, Apollo, Ermes per citare gli inni più lunghi), stilisticamente affini ai due poemi ma più probabilmente composti in epoca successiva all'Iliade e all'Odissea (VII-VI secolo a.C.). Inoltre, a uno Pseudo-Omero si fanno risalire una parodia dell'epica, intitolata Batracomiomachia, cioè Battaglia delle rane e dei topi, e alcuni epigrammi: si tratta in realtà di opere che ci portano verso il VI-V secolo d.C., redatte da imitatori della produzione epica maggiore. L'uso della lingua “omerica” in questo periodo arcaico della letteratura greca non era però appannaggio esclusivo degli imitatori, poiché essa venne considerata naturale mezzo espressivo anche dalla maggior parte dei poeti lirici.Quella che convenzionalmente si chiama “questione omerica” contiene soprattutto due problematiche, e cioè l'identità di Omero (personaggio reale o fittizio?) e l'attribuzione a lui dei due poemi, o almeno di uno di essi. Non è però possibile disgiungere queste due questioni, spesso proposte insieme e non infrequentemente, soprattutto in passato, mescolate e confuse. Già nell'antichità i grammatici alessandrini Senone ed Ellanico avevano timidamente messo in dubbio che Omero fosse l'autore di entrambi i poemi, ma l'autorità dello studioso Aristarco di Samotracia, convinto assertore di un Omero autore di Iliade e Odissea, mise a tacere la questione.In età moderna, tuttavia, alcuni studiosi, tra i quali Giambattista Vico, intesero l'Iliade e l'Odissea come il frutto collettivo di un'epoca e di una civiltà e, sottolineando le incongruenze interne dei due poemi, ne ricondussero le origini a raccolte di composizioni autonome di autori diversi; altri, invec