Teocrito

Appunto inviato da melaniagervasi
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Appunti sulla vita e le opere teocritee (4 pagine formato doc)

IDILLI BUCOLICI
 (gare di canto tra pastori- poeti o personaggi del mito)

TIRSI (I):  idillio bucolico ambientato in Sicilia.
                  Un capraio chiede al pecoraio  Tirsi di intonare un canto sui tormenti del mitico pastore Dafni; al termine del canto riceverà due premi: una capra e una coppa istoriata che viene descritta.
Trova il suo modello nella descrizione dello scudo di Achille.
Nell’idillio assume particolare importanza la partecipazione della natura al dolore e alla morte di Dafni.
Il personaggio di Dafni si ritrova più tardi nella produzione bucolica di Virgilio (breve di Teocrito  ma accentua l’idealizzazione).


TALISIE (VII): Simichida (Teocrito) e i suoi compagni incontrano, mentre si recano presso la fattoria di un amico, dove in occasione della mietitura, si svolge una festa, in onore di Demetra (le  Talisie appunto), un capraio, Licida.
Inizia tra i due un dialogo scherzoso e prende l’ovvio una gara di canto.
              Vince Simichida,  che riceve in premio un bastone istoriato, egli e i suoi compagni proseguono per la loro strada.
Durante la consegna del proemio e l’investitura poetica si assiste ad una vera e propria dichiarazione poetica: la poesia di Simichida – Teocrito è poesia aderente al vero (realismo) e aderisce ai canoni della poesia ellenistica breve e raffinata (contro il poema altisonante: “io odio il costruttore che cerca di fabbricare case alte come l’Oromedonte”).


IL CICLOPE (XI): si tratta di un idillio in forma di epistola, indirizzata all’ amico medico Nicia di Mileto.
Presentando la poesia come unico rimedio per alleviare le pene d’amore, Teocrito introduce il Ciclope Polifemo, che ha come prototipo il personaggio omerico ma da esso si distacca nettamente: Polifemo, infatti, assume i tratti di un giovinetto follemente innamorato della ninfa Galata e, che per lei si cimenta in un canto d’amore.


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