Euripide

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Vita di Euripide e sue principali opere :Alcesti, Medea, Ippolito, Troiane.(5 pagine, formato word) (0 pagine formato doc)

EURIPIDE EURIPIDE Sofocle ed Euripide vissero nella stessa città, furono spettatori della stessa realtà politica e sociale e si rivolsero allo stesso pubblico, tuttavia il loro teatro fu diversissimo perché fu diversa la loro personalità.
D'ogni conflitto, ad Euripide interessò discutere i moventi e rappresentare gli effetti sugli animi dei personaggi. I suoi eroi e le sue eroine sono persone concrete, con una mobilissima psicologia e una loro umanissima naturalezza: non sono mitici eroi, ma gente comune. E come sono simili fra loro gli eroi sofoclei, così sono dissimili i personaggi euripidei. I suoi contemporanei non capirono e non amarono il suo teatro sperimentale, che fu però apprezzato dai posteri.
La concezione del tragico d'Euripide abbandona i grandi interrogativi d'Eschilo (il rapporto fra l'uomo e la divinità) e di Sofocle (l'individuo alla ricerca del proprio destino). Il suo senso del tragico implica l'attenzione sulla difficoltà della vita che emerge dai rapporti interpersonali. La caricatura fattane dai comici e l'aneddotica che fiorì intorno alla sua persona hanno alterato profondamente la biografia d'Euripide. Egli nacque nel 485 a.C. a Salamina, da genitori nobili. Egli non combatté come Eschilo per Atene e non partecipò alla politica come Sofocle, ma visse una vita appartata. Fu forse uno dei primi a vivere la vita dell'intellettuale disimpegnato, e uno dei primi che alla cultura orale preferì quella scritta, che alle frequentazioni di recite, agli incontri, ai dialoghi con i contemporanei preferì il sommesso colloquio con gli autori del passato. Possedeva una biblioteca, tuttavia nessuno fu più curioso di lui dei problemi della città, più interessato alla politica del tempo, più aperto alle ideologie e alle suggestioni della nuova cultura poetica e filosofica. Perciò la tradizione lo dice amico di Socrate e discepolo di filosofi e sofisti. Partecipò agli agoni tragici per la prima volta nel 455, e riportò la sua prima vittoria nel 441. Nel 408 si trasferì alla corte del re di Macedonia, dove morì due anni dopo. In quasi mezzo secolo partecipò ad Atene a ventidue agoni tragici e scrisse non meno di ottentotto drammi, di cui sono sopravvissute diciassette tragedie e un dramma satiresco. Per capire Euripide occorre tenere presenti gli eventi politici e culturali contemporanei: il ruolo egemonico di Atene, lo sviluppo della democrazia, la promozione della città a centro della cultura poetica e filosofica. Ma soprattutto occorre tenere presente la guerra del Peloponneso. In quegli anni la città pareva scossa da una rivoluzione permanente. Tutto era posto in discussione: religione, principi, tradizioni, costumi, mentalità, ruoli, leggi universali o cittadine. Tutto sembrava poter essere ripensato o rifondato. Fu in questo clima che Euripide riconsiderò il ruolo della donna, la immaginò in alcune situazioni emblematiche, ne esplorò la mente e il cuore e ne rappresentò l'indole, le passioni, la volontà. Il mondo femminile era quasi i