Lisia - Orazione Per Mantiteo

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Traduzione dei primi 4 paragrafi dell'Orazione per Mantiteo. (file.doc pag1) (0 pagine formato doc)

Per Mantiteo-Lisia Lisia-Orazione per Mantiteo (1) Se non fossi consapevole, o assemblea, del fatto che i miei accusatori desiderano soltanto danneggiarmi in qualsiasi modo, li ringrazierei molto di avermi mosso questa accusa; infatti ritengo che quelli che sono ingiustamente calunniati, proprio questi sono cause dei maggiori vantaggi, quelli che li costringono ad esporre pubblicamente la sua condotta di vita.
(Esordio; Mantiteo se non fosse cosciente della malignità degli avversari, sarebbe riconoscente verso chi lo ha accusato perchè gli darebbero la possibilità di mostrare la propria bontà.) (2) Io infatti ho fiducia in me stesso così completamente, che spero (che) anche se qualcuno per caso è disposto sgradevolmente verso di me, qualora ascolti me che parlo intorno alle cose che sono state fatte, si pentirà e per il rimanente tempo mi stimerà molto più onesto. (Mantiteo prosegue nella sua difesa avendo molta fiducia in se e ritenendo che dopo la difesa chi lo attaccava si possa ricredere.) (3) Ma chiedo, o signori del consiglio, (che) se invero vi dimostrerò solo questo, che sono devoto alle leggi vigenti e che sono stato costretto a partecipare agli stessi pericoli (a cui foste esposti) voi, per il momento per me (non vi) sia nessun vantaggio; ma qualora (vi) sembri (che) anche per quel che riguarda le altre cose io mi sia comportato moderatamente e molto diversamente dalla (mia) fama e dai discorsi dei (miei) nemici, vi prego da un lato di convalidarmi, dall'altro di credere che costoro sono peggiori di me.
Ma per prima cosa dimostrerò che sotto i Trenta non militavo in cavalleria, né partecipai al governo di allora. (Mantiteo afferma di poter dimostrare la sua buona condotta di vita non solo per quanto riguarda il periodo inerente alle accuse rivoltegli ma anche di aver trascorso sempre una vita ineccepibile e di non aver mai fatto parte, sotto i 30 tiranni, della cavalleria, di essere stato in città o di aver appoggiato la loro tirannide.) (4) Il padre (mio) dunque, prima della disfatta dell'Ellesponto ci aveva mandati ad abitare da Satiro, quello del Ponto e (noi non) eravamo in patria né quando furono demolite le mura, né allorché venne cambiata la costituzione dello stato, ma rientrammo cinque giorni prima che quelli di File calassero al Pireo. ( Mantiteo passa a una lunga e articolata esposizione delle prove. Lui e il fratello erano dal padre, quindi non erano in città quando fu instaurata la tirannide dei Trenta ma vi tornarono 5 giorni dopo.)