Il mito di Psiche: significato e spiegazione

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Psiche: significato, spiegazione e caratteristiche del mito e breve storia di Amore e Psiche (2 pagine formato doc)

IL MITO DI PSICHE: SIGNIFICATO E SPIEGAZIONE

PsichePersonificazione dell’anima (in greco psyché), simbolo del destino dell’anima umana, divisa tra l’amore divino e quello terreno.
Psiche, figlia di re, era di così perfetta bellezza da suscitare la gelosia di Venere*, alla quale veniva paragonata.

La dea, non tollerando di vedere i suoi altari disertati, ordinò al figlio, Amore (Cupido*), di vendicarla: così, quando le sue due sorelle maggiori erano già sposate, Psiche, trascurata nonostante la sua bellezza, era ancora vergine. Suo padre, disperando ormai di poterla sposare e sospettando qualche maledizione del cielo, interrogò l’oracolo di Apollo*: «O re, tu esporrai tua figlia, abbigliata con cura per un funebre imeneo, su una roccia sulla sommità del monte.
Non sperare in un genero nato da razza umana, ma in un mostro crudele, feroce e serpentino...». I genitori di Psiche adempirono l’indicazione dell’oracolo: ella fu subito sollevata da un dolce zefiro, che la trasportò in una valle, ove si addormentò. Svegliandosi, si ritrovò davanti ad un palazzo incantato, nel quale entrò, guidata da voci senza corpo, e vi scoprì solo bellezza ed opulenza. Giunta la sera, Psiche avvertì presso di lei la presenza di quel marito che l’oracolo aveva predetto. Ella non lo vedeva, ma non le sembrava così mostruoso come temeva che fosse, ed egli la possedette; tuttavia, se ne andava ogni volta che, finita la notte, un nuovo giorno sorgeva.

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AMORE E PSICHE: STORIA BREVE

Il tempo passava e Psiche viveva soddisfatta in quel palazzo, ma sentiva nostalgia della sua famiglia. Chiese dunque a suo marito il permesso di far venire le sue sorelle: egli accettò, a condizione che non cercasse mai di vedere il suo volto. Purtroppo, le sorelle di Psiche, invidiose della sua felicità, insinuarono il dubbio nel suo animo: la persuasero che suo marito era un mostro, dato che non si faceva vedere, e che lei doveva penetrare il suo segreto. Psiche, all’inizio indecisa, finì però per scoprire una notte, alla luce di una lampada ad olio, il volto di suo marito: il bel Cupido in persona, «mostro crudele»... ma in senso figurato, come causa della sventura degli uomini. Stordita e incantata, ella lasciò cadere su di lui una goccia di olio bollente che lo svegliò: subito egli fuggì.