Psiche (mitologia)

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Il mito di Amore e Psiche (2 pagine formato doc)

Personificazione dell’anima (in greco psyché), simbolo del destino dell’anima umana, divisa tra l’amore divino e quello terreno.
Psiche, figlia di re, era di così perfetta bellezza da suscitare la gelosia di Venere*, alla quale veniva paragonata. La dea, non tollerando di vedere i suoi altari disertati, ordinò al figlio, Amore (Cupido*), di vendicarla: così, quando le sue due sorelle maggiori erano già sposate, Psiche, trascurata nonostante la sua bellezza, era ancora vergine. Suo padre, disperando ormai di poterla sposare e sospettando qualche maledizione del cielo, interrogò l’oracolo di Apollo*: «O re, tu esporrai tua figlia, abbigliata con cura per un funebre imeneo, su una roccia sulla sommità del monte. Non sperare in un genero nato da razza umana, ma in un mostro crudele, feroce e serpentino...».
I genitori di Psiche adempirono l’indicazione dell’oracolo: ella fu subito sollevata da un dolce zefiro, che la trasportò in una valle, ove si addormentò.